
Questo progetto, nasce con l’intento di colmare il gap tra la scuola e il mondo digitale in cui viviamo preparando gli studenti, seppur in questa fascia d’età (scuola media), ad affrontare i successivi impegni scolastici ma soprattutto a prepararli per le nuove professioni che il mondo del lavoro proporrà loro. Durante il corso, apprenderanno l’uso dei più importanti software per la progettazione digitale, quali AutoCAD© e SketchUp© oggi forniti gratuitamente agli studenti anche su piattaforma GSuite, con l’obiettivo di realizzare un modello 3D architettonico al computer. In questo modo gli studenti sperimenteranno, procedure e attività tipiche di uno studio professionale acquisendo competenze digitali uniche ed evidentemente spendibili. Con la guida del docente, i ragazzi di una terza digitale 2.0 (22 alunni della 3H della scuola media Dante Alighieri di Catania), percorreranno tutti i passi del processo progettuale e creativo, sviluppando in modo autonomo e ripetibile azioni digitali atte a consentire loro di riuscire a realizzare un progetto 3D dalle basi fino al modello completo fino alla sua successiva presentazione su piattaforma digitale o social network sotto forma di animazione video.
Il progetto consta delle seguenti fasi:
- raccolta dei materiali necessari attraverso una ricerca su Internet, come planimetrie, alzati, sezioni, foto e schemi quotati;
- scalatura e correzione delle immagini raster, attraverso software quali Photoshop© o GIMP, così da poterle utilizzare come base per il progetto digitale sul CAD;
- inserimento e dimensionamento della planimetria raster sul CAD come base da cui sviluppare il modello 3D;
- disegno 2D e 3D del progetto utilizzando gli strumenti forniti dal CAD per la realizzazione di pareti, porte, finestre, falde e di tutti gli altri elementi;
- inserimento delle texture e degli oggetti per rendere più realistico il progetto;
- animazione con tecniche tipo fly-through e confezionamento con audio e sottotitoli per la presentazione digitale.
| INDICE |
| MATERIALE RACCOLTO DALLA RETE |
| L’AMBIENTE DI LAVORO |
| LA DAD |
| GLI STEPS |
| I PRODOTTI FINALI DEGLI ALUNNI |
| LE ANIMAZIONI VIDEO |
| IL PITCH |
| IL VIDEO DEL PROGETTO PER LA FINALE DEL 28 APRILE |
La prima attività, già svolta, è stata quella di selezionare sulla rete un progetto già esistente di cui fosse presente sufficiente materiale per poter iniziare il lavoro digitale. Nella pianta di copertura, vengono fornite le dimensioni generali e da queste si è partiti per poter proporzionare e scalare il progetto da caricare successivamente sul CAD.
| MATERIALE SELEZIONATO DALLA RETE | ||
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| PIANTA PIANO TERRA | PIANTA PIANO PRIMO | PIANTA COPERTURA |
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| PROSPETTO FRONTALE | PROSPETTO POSTERIORE | PROSPETTO LATERALE |
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| PROSPETTO LATERALE | VISTA 1 | VISTA 2 |
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| VISTA 3 | VISTA 4 | |
In un secondo momento attraverso l’uso di programmi per grafica raster, si sono scalate, scontornate e composte in un’unica tavola di lavoro le viste principali e il piano terra di riferimento:
A questo punto si è provveduto a caricare la pianta del piano terra sul CAD. È stata utilizzata l’ultima versione del CAD tridimensionale SketchUp for School® precariato dal docente sulla GSuite scolastica a cui ogni studente può accedere gratuitamente attraverso le proprie credenziali scolastiche. Questa prima parte del lavoro si è svolta in modalità sincrona durante la DDI nel mese di gennaio 2021.
Ogni studente, attraverso la guida del docente ha provveduto a scalare l’immagine in modo che le sue proporzioni ricalcassero in qualche modo quelle reali. Per far ciò, sono stati presi alcuni elementi della planimetria le cui misure sono universalmente standard, come la dimensione delle porte interne (80cm) o dei muri esterni (circa 44cm). Questo ha consentito di verificare che anche le altezze sui prospetti fossero rispettate, verificando un’altezza complessiva di circa 3 metri.
| L’AMBIENTE DI LAVORO |
Quando non in DAD, il lavoro è svolto in classe con il dovuto distanziamento. Si tratta di aule speciali, realizzate per classi di questo tipo. Torrette fissate al pavimento, portano cablaggio e alimentazione a tutte le postazioni. In origine la classe, in periodo pre-pandemico, era organizzata in isole con speciali banchi modulari, ma per ovvie ragioni, l’attuale disposizione è per banchi singoli. LIM e cablaggio 5G completano la dotazione dell’aula, realizzata tramite fondi europei.
| GLI STUDENTI DEL CORSO ALL’OPERA (25-03-2021) | ||
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| FOTO#1 | FOTO#2 | FOTO#3 |
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| FOTO#4 | FOTO#5 | CONFIGURAZIONE ORIGINALE CLASSE |
| LA DAD |
Il carattere prevalentemente digitale, la possibilità di lavorare in remoto, la condivisione dei file, la specificità del progetto, hanno dimostrato come gli aspetti e le metodologie digitali a scuola possano essere di grande aiuto in momenti come questo, ma anche come alcune attività didattiche possano regolarmente essere svolte a distanza.
Infatti, la prima parte di questo lavoro, è stata svolta da remoto, da casa, durante un periodo di lockdown, periodo in cui solo le attività svolte in Didattica a Distanza potevano consentire una continuità scolastica altrimenti impossibile. Questo progetto ha dimostrato che la scuola poteva continuare, e che poteva farlo essendo ancora di più strumento di apprendimento e formazione per i discenti. Gli alunni hanno partecipato tutti in maniera appassionata e coinvolgente ed anche quelli normalmente più svogliati e meno partecipativi si sono entusiasmati e hanno lavorato costantemente ed in modo produttivo. Silenzio e attenzione alle spiegazioni, partecipazione con domande e interventi, proposte, tutoraggio tra pari, sono stati alcuni degli elementi positivi rilevati.
| STEP#01 |
Il primo passo è stato quelle do costruire la struttura dei LAYER (livelli) ed iniziare il disegno digitale della planimetria. Gli studenti hanno costruito una griglia virtuale usando il comando MISURA, così da poter poi disegnare con lo strumento LINEA il profilo dei muri del nostro progetto.
| STEP#02 |
Nella seconda attività, si è passati al disegno tridimensionale. Con lo strumento SPINGI/TIRA, si è dato sviluppo alle pareti della costruzione e in un secondo momento si è provveduto a realizzare le necessarie bucature dove dovranno essere posizionati gli infissi.
| STEP#03 |
Superata la fase iniziale di approccio con l’interfaccia del programma e l’uso degli strumenti, gli alunni iniziano ad essere autonomi ed in grado di svolgere attività più complesse. L’attività proposta è quella di creare i serramenti esterni ed interni del progetto utilizzando in parte i comandi già appresi e inserendone di nuovi.
In questa attività sono stati implementati il comando OFFSET, per generare copie a distanza regolare di superfici, necessarie per realizzare i buchi sugli infissi. Si è ulteriormente approfondito il comando TAG e l’uso dei livelli. E’ stato spiegato ed utilizzato il comando CREA BLOCCO per la gestione di oggetti complessi e non modificabili. Si è utilizzato ancora una volta il comando SPOSTA e cui è stato aggiunto il comando RUOTA, necessario per ribaltare oggetti creati su piani differenti (ad esempio una porta creata sul piano orizzontale è stata poi messa in verticale.
| STEP#04 |
In questa fase del lavoro, si è realizzato il secondo livello della costruzione, lasciano in questo modo spazio agli studenti di utilizzare in autonomia i comandi già acquisiti. Sono stati, inoltre, aggiunti step successivi al fine di riuscire ad inserire nuove immagini (la planimetria del secondo livello) e mettere in relazione i due differenti livelli della costruzione. Ai comandi già utilizzati sono stati aggiunti INSERISCI, MOLTIPLICA, TAG, SELEZIONE SELETTIVA.
La consegna prevede la completa realizzazione del secondo livello in assoluta autonomia, al fine di verificare le competenze acquisite e la capacità di saperle utilizzare compiutamente.
| STEP#05 |
In questa fase si è provveduto a completare il piano primo con la costruzione del tetto. Una volta rilevate le misure in pianta e alzato delle due falde, si è proceduto alla sua costruzione separatamente sullo spazio di lavoro. Completato questo passaggio, si è sovrapposto ad altezza corretta il tetto, facendo intersecare tutte le superfici. Grazie, poi, al comando INTERSECA LE FACCE CON IL MODELLO, gli alunni hanno appreso la possibilità di intersecare volumi e di farli compenetrare tra di loro potendo poi eliminare le parti in eccesso. A completamento del lavoro quotidiano, si sono realizzate in autonomia, le finestre inclinate mancanti.
| STEP#06 |
In questa fase gli alunni si son cimentati con la costruzione della scala interna, da inserire nell’apposito spazio ricavato tra le pareti interne. Sono stati utilizzati i comandi MOLTIPLICA in una direzione a cui si è aggiunto il MOLTIPLICA IN ROTAZIONE per la parte a ventaglio della scala. Si è, inoltre, provveduto alla pulizia di eventuali linee rimaste dopo l’intersezione tra solidi, ossia tra il corpo della scala e i muri laterali. Gli alunni hanno anche verificato il corretto sbarco della scala al piano superiore.
| STEP#07 |
Fase importantissima, perché gli alunni cominciano a vedere i frutti di tutto il loro lavoro e iniziano ad essere autonomi nell’uso dei comandi e anche capaci di spingersi oltre sperimentando e curiosando tra le opzioni del software.
L’attività guidata prevedeva la costruzione dei solai, inferiore, ossia di attacco a terra e intermedio, cioè quello tra i due piani dell’unità abitativa al fine di poter poi assemblare le due parti nell’unico corpo dell’edificio.
In questa fase sono stati utilizzati i nuovi comandi VISTA A RAGGI X, e visualizzazione in WIREFRAME, SOLID, OMBREGGIATO CON TEXTURE, MONOCROMO. Visualizzazione e impostazione delle viste tridimensionali, ossia come osservare un oggetto e come spostare il punto di vista sono stati i nuovi elementi appresi. Saper osservare in assonometria oppure in prospettiva, spostare il fuoco dell’obiettivo e cercare la migliore inquadratura sono state le competenze acquisite in questa lezione.
| STEP#08 |
Finalmente progettisti, dopo aver completato la parte strutturale, inizia la fase di personalizzazione, quella in cui ognuno di loro si cimenta con la propria capacità creativa, la propria fantasia, i propri gusti.
Guidati dal docente scoprono la WAREHOUSE, una repository interna al programma dove ogni utente mette a disposizione di tutti, oggetti, vegetazione, arredi, ed ogni possibile elemento che possa contribuire ad arricchire e personalizzare il proprio progetto. Ognuno di loro si è sbizzarrito inserendo ciò che il proprio immaginario riteneva importante e attraverso una ricerca mirata, sotto la supervisione del docente i ragazzi hanno scaricato le texture, ossia foto dei materiali e delle finiture superficiali che hanno poi IMPORTATO e INSERITO nel proprio progetto.
Mattoni, tegole, pietre naturali, erba per il prato hanno contribuito a rendere molto più realistico e d’effetto il proprio lavoro, studiando contemporaneamente le inquadrature migliori e più efficaci per rendere interessante e accattivante quanto realizzato.
Si è trattata di una fase importante, forse la più complessa, quella in cui ciascuno si è dovuto confrontare con la propria capacità di scelta per cercare un bilanciamento tra la loro irruente inesperienza e la necessità di presentare un progetto equilibrato e non eccessivo.
Un lavoro complesso di selezione e ricerca, di bilanciamento e proporzionamento che ha dato in alcuni casi incredibili risultati e mostrato una grande capacità di sapersi mettere in gioco nonostante la giovane età.
| I PRODOTTI FINALI |
| LE ANIMAZIONI VIDEO |
| IL PITCH |
| IL VIDEO DEL PROGETTO PER LA FINALE DEL 28 APRILE |











































































































































































Mappe interattive, uso del cloud, creazione di siti internet, manipolazione di media con strumenti complessi ma al tempo stesso intuitivi, connessioni, digitalizzazioni, interazioni, in poche parole 


Ripetere un oggetto, anche centinaia di volte, con un programma CAD è un’operazione semplicissima. Si può procedere in differenti modi, ma è comunque disponibile il comando SERIE che serve proprio per questo scopo.























Il vetro ha origini molto antiche e ancora oggi è difficile stabilire con certezza quale popolo possa vantarne la scoperta. Anticamente furono i
La prima manifattura documentata del vetro si ha in Egitto, nel II millennio a.C., quando fu impiegato nella produzione di stoviglie, altri utensili e monili. Nel I secolo a.C. fu sviluppata la tecnica del soffiaggio, che ha permesso che oggetti prima rari e costosi divenissero molto più comuni. Durante l’Impero Romano il vetro fu plasmato in molte forme, principalmente vasi e bottiglie.
La 
ll vetro può essere forato al trapano con apposite punte diamantate, adeguatamente refrigerate con getto continuo d’acqua. La foratura può essere eseguita da trapani per vetro manuali o a controllo numerico. I fori non devono essere troppo vicini al bordo (a seconda anche dello spessore del vetro) per evitare rotture dovute alle tensioni interne del pezzo. Nuovi macchinari permettono di forare con un particolare tipo di sabbia miscelata ad acqua.
Il taglio di piccoli pezzi può essere eseguito a mano con strumenti appositi, ma in generale viene eseguito da un banco di taglio. Il banco di taglio è un macchinario a controllo numerico che presenta un piano fisso, solitamente vellutato e con fori per generare un cuscino d’aria (utile per lo spostamento del vetro), che viene chiamato anche “pantografo”. Sopra di questo vi è un ponte mobile che tramite un tagliavetro fornito di rotella in carburo di tungsteno o diamante sintetico pratica incisioni sul vetro a seconda della programmazione eseguita tramite un software chiamato “ottimizzatore”; il software ottimizzatore è implementato affinché ottimizzi il taglio, evitando al minimo lo sfrido.
Il vetro curvo è un vetro sottoposto ad un procedimento di riscaldamento graduale ad alte temperature (tra i 500 e i 750 °C circa), fino a diventare abbastanza plastico da aderire (per gravità o costretto in una qualche maniera) ad uno stampo concavo o convesso, disposto orizzontalmente o verticalmente all’interno del forno di curvatura. Non è possibile ottenere un vetro curvo che si adagi sullo stampo esclusivamente sotto l’azione della sua forza peso senza che il vetro stesso non venga segnato dalla tesatura dello stampo, compromettendone la trasparenza e l’uniformità di spessore della lastra. Per tale motivo, in genere l’azione di curvatura della lastra viene coadiuvata da dispositivi meccanici o pneumatici, che agevolano il processo. Il vetro viene raffreddato molto lentamente (“detensionamento” o “ricottura” del vetro), per evitare di indurre tensioni che ne precluderebbero un’eventuale successiva lavorazione o che potrebbero innescare fenomeni di rottura spontanea del materiale. Viceversa, molto più frequentemente per il vetro impiegato nel settore dell’arredamento, il processo di curvatura si conclude con un raffreddamento istantaneo, al fine di ottenere un vetro curvo temprato. Per vetro curvo si intende comunemente il vetro sottoposto alla curvatura lungo un solo asse della lastra (si pensi ad esempio alla curvatura che subisce un foglio di carta quando si tendono ad avvicinare due lati opposti).
Esistono tre modi per smerigliare il vetro:
La fabbricazione e la lavorazione del vetro si articolano in quattro fasi:
Il vetro di Murano è uno dei più preziosi vetri che vengono realizzati in Italia. Lo si realizza, secondo tradizioni antiche di secoli, sulla famosa isola di Murano, vicino Venezia. La scelta di questa isola per realizzare i vetri non fu affatto casuale. I primi forni vi furono installati nel 1291, sia perché Murano era fuori dal centro cittadino, quindi eventuali incendi non avrebbero arrecato grandi danni (i forni all’epoca erano realizzati in legno), sia perché si trovava di tramontana rispetto a Venezia, quindi i fumi della produzione non avrebbero raggiunto la città principale. Esistono diverse tecniche con le quali i mastri vetrai, oggi, producono i loro preziosissimi oggetti, a seconda del tipo di vetro devono realizzare: vetro di Murrina, vetro in piastra, vetro a lume, vetro soffiato.
E’ un prodotto trasparente che trova larga applicazione in molte industrie. La maggior quantità viene utilizzata come detersivo per lavastoviglie ma trova impiego anche nella produzione di pietre d’arte artificiali; serve per indurimento di cementi, marmi e come mezzo sbiancante nelle lavanderie di lana, nella fabbricazione di adesivi, smalti, fiammiferi ecc.
Appartiene alla più vasta produzione vetraria. Commercialmente viene distinto in base al colore: bianco (perfettamente decolorato), mezzo bianco, colorato. In funzione all’ impiego che se ne deve fare, viene scelto l’ossido più adatto (calcio, bario, zinco …).
È’ vetro costituito da pura silice. Possiede importanti caratteristiche chimico-fisiche, ma ha elevate temperatura di fusione e alta viscosità. La sua lavorazione quindi è molto costosa.
Questi tipi di vetro sono largamente diffusi in edilizia e vengono classificati in base allo spessore della lastra, che può variare da 1,6 mm a 10-14 o anche 17 mm. I vetri artistici La produzione di vetri artistici lavorati a mano necessita di un tempo di lavorazione più lungo. Per questo alla silice si aggiunge una percentuale di sostanze che facilitano le lavorazioni, ma rendono il vetro più fragile.
La produzione di vetri artistici lavorati a mano necessita di un tempo di lavorazione più lungo. Per questo alla silice si aggiunge una percentuale di sostanze che facilitano le lavorazioni, ma rendono il vetro più fragile. Il vetro artistico deve essere anche in grado di accogliere elementi coloranti e discrete dosi di piombo, che ne aumenta la lucentezza e la rifrazione.
Questo tipo di vetro è destinato alle lenti di occhiali, microscopi e cannocchiali, agli obbiettivi delle macchine fotografiche e delle telecamere: deve essere quindi particolarmente raffinato. Un particolare tipo di vetro, chiamato foto cromico (fotocromatico ), assorbe la luce diventando più scuro, fino al cessare della radiazione luminosa.
La fragilità del vetro e la formazione di piccoli e taglienti schegge costituiscono un serio ostacolo all’ impiego delle lastre nelle costruzioni edili. Sono stati quindi studiati vari sistemi per aumentare il grado di sicurezza del vetro. Si fabbricano infatti vetri temperati, oppure vetri retinati (per la presenza di una rete metallica all’interno della lastra) Il vetro retinato è molto utile per gli incendi.
Le fibre di vetro possono avere un diametro da 1 a 8 micron; notevole è anche l’elasticità alla trazione. Per soffiatura con aria e vapore si ottengono fibre corte e continue, adatte per pannelli isolanti. I vetri per fibre sono: i vetri tessili (paraurti di automobili, scafi di barche,attrezzi sportivi ecc.) lana di vetro o lana di roccia (isolamento di edifici, pareti di frigoriferi, forni, stufe ecc.) e fibre ottiche (telecomunicazioni).
E’ composto da due o più lastre; all’interno della vetrata è presente aria disidratata oppure gas isolante. Il vetrocamera garantisce un alto isolamento termico e acustico.



Il primo passo da compiere era quello dell’installazione del software su ciascuno dei computer adoperati dai ragazzi. Digitando
Cliccando sul tasto “iscriviti“, si è condotti ad una pagina di registrazione, dove con pochi passi e poche informazioni si riceve l’accesso e l’apertura dell’account. Prima però di poter utilizzare il servizio, bisognerà rispondere all’email automatica inviata all’indirizzo di posta con il quale ci siamo registrati per confermare la veridicità dei nostri dati e accedere al nostro spazio.
E’ giunto il momento di sperimentare. Condividiamo dei files sul cloud e mettiamoli a disposizione degli studenti della classe. Non abbiamo più la necessità di usare chiavette USB, CD o DVD, o hard disk portatili per scambiare e immagazzinare i files della classe 2.0. Ognuno imparerà ad usare questo spazio come un cassetto digitale dove riporre il lavoro da svolgere. Diventerà facile fornire materiale e strumenti ai propri alunni, correggere i loro lavori durante la fase di realizzazione e modificarli in formato digitale in modo che essi trovino gli errori che noi abbiamo individuato. Potremo integrare gli elaborati di altri contenuti o semplicemente limitarci a osservarli. Gli alunni potranno chiedere il nostro intervento o i nostri consigli attraverso i commenti, a cui parteciperà tutta la classe.


A scuola si svolgerà tutto il lavoro di organizzazione e assemblaggio di quanto prodotto a casa. I contenuti raccolti da ciascun gruppo diverranno parte integrante di un documento comune che dovrà essere accessibile a tutti e condiviso sulla rete e efficacemente pubblicizzato.
Signori, si parte. Con un pò di ritardo (ci perdonerete per questo), ma anche nella nostra scuola si avvia la sperimentazione delle
Gli insegnanti sono chiamati, perciò, ad un arduo compito. Debbono mettersi in gioco; smontare la propria struttura metodologica e sperimentare. Usare la propria esperienza didattica per imparare la tecnologia avendo sempre in mente lo scopo didattico delle scelte effettuate quando si prova a costruire una lezione con modalità nuove.
E’ sulla scorta di queste premesse che anche noi della Dante iniziamo quest’anno la sperimentazione. Abbiamo deciso di aggiornare la nostra offerta formativa con strumenti nuovi quali le Classi 2.0, appunto, i registri elettronici e le LIM nelle classi. Come in ogni percorso nuovo e sconosciuto, anche noi siamo consapevoli degli errori e dei ritardi che questo potrà causare, ma era giusto partire e provare sul campo questi nuovi percorsi che tanto successo e risultati stanno dando in altri paesi.




