prof. Davide Betto

laurea in Architettura conseguita presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria; dottorato di ricerca conseguito presso la Facoltà di Napoli in Metodi di Valutazione. Si è abilitato all'insegnamento nella classe di concorso "A033 - Educazione Tecnica nella scuola media" nel 2004 e dal 2007 è diventato docente di ruolo. Insegna a Catania presso la scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri. Appassionato di informatica che, insegna nelle classi 2.0 e 3.0, webmaster per diletto e utilizzatore avanzato di programmi C.A.D., grafica e video produzione. Autore di questo blog e vincitore del premio internazionale come miglior sito dell'anno 2016 nell'area Carriera e Formazione. Autore per casa editrice Lattes Editori di Torino per la quale cura il blog iLTECHNOlogico.it e le pubblicazioni di tecnologia.

Giu 082026
 

Quando si pensa all’Empire State Building, vengono subito in mente le luci di New York, l’altezza impressionante del grattacielo e la sua storia legata allo sviluppo delle grandi città moderne. Difficilmente si immagina che una sua riproduzione possa nascere all’interno di un laboratorio di tecnologia di una scuola secondaria di primo grado.

Eppure è esattamente ciò che è accaduto.

Trenta studenti di classe terza hanno accettato una sfida che all’inizio sembrava quasi impossibile: costruire un modello dettagliato dell’Empire State Building in scala 1:200, utilizzando prevalentemente legno di balsa, uno dei materiali più apprezzati nel modellismo per la sua leggerezza e lavorabilità.

Il progetto ha richiesto circa cinquanta ore di attività pomeridiane, svolte fuori dal normale orario delle lezioni. Un impegno importante, affrontato con entusiasmo e partecipazione da tutti gli studenti coinvolti.

Molto più di un semplice modellino

Definire questa realizzazione un semplice modellino sarebbe riduttivo.

Dietro ogni elemento della struttura si nascondono infatti competenze, conoscenze e abilità sviluppate nel corso dell’intero percorso.

Gli studenti hanno dovuto interpretare disegni e misure, comprendere il concetto di scala di riduzione, pianificare le lavorazioni, organizzare le diverse fasi costruttive e collaborare con i compagni per raggiungere un obiettivo comune.

Ogni pezzo è stato progettato, tagliato, assemblato e verificato con attenzione. Ogni errore è diventato un’occasione per imparare. Ogni difficoltà è stata affrontata insieme.

La tecnologia, in questo caso, non è stata una materia studiata sui libri, ma una realtà concreta vissuta con le mani, con la mente e con il cuore.

Quando la passione diventa un motore di apprendimento

Spesso si pensa che risultati straordinari siano riservati a studenti particolarmente dotati o a scuole dotate di laboratori sofisticati. La realtà racconta qualcosa di diverso.

Quando un docente crede profondamente nel valore del proprio lavoro e riesce a trasmettere entusiasmo, curiosità e fiducia, anche ragazzi di tredici anni possono raggiungere traguardi sorprendenti.

Il progetto dell’Empire State Building è nato proprio da questa convinzione: offrire agli studenti una sfida autentica, capace di coinvolgerli e di far emergere capacità che spesso rimangono nascoste nelle attività più tradizionali.

Nel corso delle settimane si è creato un clima speciale. Gli studenti hanno imparato a sostenersi a vicenda, a rispettare i tempi del gruppo e a condividere responsabilità e successi.

Il risultato finale è certamente spettacolare, ma ancora più importante è il percorso che ha portato alla sua realizzazione.

Un modello che racconta il valore del lavoro di squadra

Osservando il modello completato si rimane colpiti dalla precisione delle forme, dall’accuratezza dei dettagli e dall’impatto visivo complessivo.

Ma ciò che rende davvero speciale questa realizzazione è sapere che dietro ogni elemento ci sono trenta ragazzi che hanno lavorato insieme per settimane.

In un’epoca in cui tutto sembra immediato e digitale, costruire un oggetto complesso richiede qualità preziose: pazienza, concentrazione, metodo, collaborazione e capacità di affrontare gli errori.

Sono competenze che vanno ben oltre la tecnologia e che accompagneranno questi studenti in qualsiasi percorso futuro.

Dal laboratorio al libro: la stessa passione che anima Infinito Tecnologico Plus

Questa esperienza rappresenta perfettamente anche la filosofia che ha portato alla nascita di Infinito Tecnologico Plus, il libro di tecnologia utilizzato dai miei studenti e scritto dal sottoscritto con la stessa passione che ha guidato il progetto.

Spesso i manuali scolastici vengono percepiti come strumenti distanti dalla realtà della classe. In questo caso accade l’esatto contrario.

Le attività, i laboratori, i compiti di realtà e gli approfondimenti presenti nel testo nascono dall’esperienza quotidiana di chi vive la scuola ogni giorno, sperimentando direttamente con gli studenti ciò che funziona davvero.

La stessa passione che ha guidato la costruzione dell’Empire State Building è la stessa che anima le pagine del libro: la convinzione che la tecnologia non debba essere soltanto studiata, ma vissuta, osservata, progettata e costruita.

Per questo motivo ogni attività proposta cerca di trasformare gli studenti da semplici spettatori a protagonisti del proprio apprendimento.

La scuola che lascia il segno

Esperienze come questa dimostrano che la scuola può ancora sorprendere.

Può diventare un luogo dove si costruiscono modelli, ma soprattutto competenze. Dove si imparano tecniche, ma anche valori. Dove si sviluppano conoscenze, ma soprattutto fiducia nelle proprie capacità.

L’Empire State Building realizzato nel laboratorio di tecnologia della mia scuola grazie anche ai fondi di un progetto, non è soltanto la riproduzione di un famoso grattacielo. È la dimostrazione concreta che, quando passione, impegno e competenza si incontrano, anche un gruppo di ragazzi di tredici anni può realizzare qualcosa di straordinario.

E forse questa è la lezione più importante di tutte.

Prof. Davide Emanuele Betto

Mag 172026
 

I compiti di realtà di Infinito Tecnologico Plus non sono semplici attività aggiunte per completare una pagina. Sono esperienze progettate per portare gli studenti dentro situazioni concrete, vicine alla loro vita quotidiana, dove conoscenze e abilità diventano qualcosa da osservare, discutere, costruire e raccontare.

Un esempio molto efficace è il compito “Un’etichetta a… regola d’arte”, dedicato alle etichette alimentari. Si parte da un gesto semplice: portare a scuola confezioni ed etichette di prodotti che gli alunni consumano abitualmente. Da lì, però, si apre un percorso ricchissimo.

Gli studenti lavorano in piccoli gruppi, osservano le confezioni, individuano le informazioni presenti, distinguono gli elementi obbligatori, riflettono su ingredienti, quantità, codice a barre, tabella nutrizionale, denominazione di vendita e dati dell’azienda. In questo modo il tema del packaging diventa un’occasione per parlare di carta, materiali, comunicazione, consumo consapevole e alimentazione.

Ma il bello arriva quando l’attività si trasforma in produzione concreta. Ogni gruppo realizza un grande cartellone, costruito come un patchwork di etichette alimentari, inserite nella sagoma di un oggetto da cucina: una caffettiera, una pentola, una tazza, una bottiglia, un piatto. Qui entra in gioco Arte e immagine, perché bisogna progettare la composizione, scegliere forme, colori, proporzioni e impatto visivo.

Allo stesso tempo entra in gioco l’Italiano, perché ogni informazione va spiegata con parole chiare, corrette e comprensibili. Non basta incollare: bisogna comunicare. Bisogna scegliere i termini, costruire brevi testi, organizzare le didascalie, rendere leggibile il messaggio.

E naturalmente entrano in gioco le Scienze, perché leggere un’etichetta significa anche parlare di alimentazione, ingredienti, valori nutrizionali, conservazione e scelte consapevoli. Un’etichetta, che spesso guardiamo distrattamente, diventa così una piccola finestra sul rapporto tra cibo, salute, industria e consumatore.

Il risultato finale non è un semplice cartellone. È un prodotto collettivo, visivo, colorato, espositivo. Può diventare una piccola mostra di classe, un allestimento in aula magna, una Giornata dell’alimentazione in cui gli studenti spiegano agli altri ciò che hanno scoperto.

Ed è proprio qui che il compito di realtà mostra il suo valore: coinvolge alunni con abilità diverse, permette a ciascuno di contribuire, unisce manualità, osservazione, ricerca, scrittura, grafica e collaborazione. C’è chi disegna, chi ritaglia, chi organizza, chi scrive, chi espone, chi collega le informazioni. Tutti trovano un ruolo.

Queste sono le attività che lasciano il segno: perché fanno studiare senza trasformare lo studio in qualcosa di astratto. Fanno lavorare la classe, ma con un obiettivo chiaro. Fanno divertire, ma senza perdere profondità. Fanno collaborare, ma chiedono anche precisione, attenzione e responsabilità.

Con Infinito Tecnologico Plus, il compito di realtà diventa un modo concreto per far capire agli studenti che la Tecnologia non è solo disegno, strumenti o definizioni: è lettura del mondo, capacità di osservare gli oggetti, comprenderne le funzioni, interpretarne i messaggi e usarli per fare scelte più consapevoli.

Perché anche una semplice etichetta, se guardata con gli occhi giusti, può diventare una grande lezione.

Prof. Davide Emanuele Betto

Per la tua prossima adozione richiedi una copia saggio del testo: https://teachbox.latteseditori.it/copie…/saggi-cartacei
Se vuoi valutare da subito l’opera guarda la presentazione interattiva: https://view.genially.com/698c62add3aeb2309782d3fe

#infinitotecnologico #tecnologiasenzalimiti #oltreillibro #iltechnologico #educazionetecnica

Apr 212026
 
Domani 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra, un’occasione preziosa per ricordare che educare alla sostenibilità non significa aggiungere un argomento in più, ma aiutare ragazze e ragazzi a leggere il presente e a progettare il futuro.
Per questo in Infinito Tecnologico Plus ho scelto di dedicare spazio non solo ai contenuti della tecnologia, ma anche ai temi dell’educazione civica, dell’Agenda 2030, dell’uso consapevole delle risorse, dell’economia circolare e del rapporto tra innovazione, ambiente e responsabilità.
Credo che oggi più che mai il libro di tecnologia debba accompagnare i docenti in un percorso concreto, aggiornato e vicino alla realtà della scuola: non solo conoscenze, ma anche strumenti per osservare il mondo, capirne i cambiamenti e sviluppare competenze utili per diventare cittadini consapevoli.
Se in questo periodo stai valutando le nuove adozioni, Infinito Tecnologico Plus nasce proprio con questa idea: offrire un corso ricco di contenuti, attento ai temi del presente e capace di collegare la tecnologia alla vita quotidiana, all’ambiente e alle sfide del nostro tempo.
Prof. Davide Emanuele Betto
Mar 222026
 

Costruire un triangolo equilatero inscritto in una circonferenza può sembrare un esercizio complesso, ma con il giusto metodo diventa un’attività chiara e alla portata di tutti.

Nel disegno tecnico, infatti, non conta solo il risultato finale, ma soprattutto il percorso: seguire passaggi precisi, utilizzare correttamente compasso e righello e comprendere le relazioni tra le figure geometriche.

Questo tipo di costruzione aiuta gli studenti a sviluppare ordine, precisione e ragionamento logico, trasformando il disegno in uno strumento per allenare il pensiero.

È proprio attraverso attività come questa che il disegno tecnico smette di essere un semplice esercizio e diventa un’esperienza concreta e formativa.

Vuoi approfondire questo disegno? Scopri i passaggi per realizzarlo step by step e usa il videotutorial per la LIM cliccando sull’immagine qui sotto:

Scopri questo ed altri contenuti sul mio nuovo libro INFINITO TECNOLOGICO PLUS, cliccando sull’immagine qui sotto:


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Feb 132026
 

Ci sono libri che si aggiornano.

E libri che crescono.

INFINITO TECNOLOGICO PLUS è la naturale evoluzione di un progetto che in questi anni è entrato in tante classi, si è trasformato insieme alla scuola, ha ascoltato docenti e studenti.

Oggi lo presento con un orgoglio particolare.

Non è una ristampa.

Non è un semplice adeguamento formale.

È una nuova edizione pensata per essere pienamente aderente alle Nuove Indicazioni Nazionali, ma soprattutto per rendere la Tecnologia ancora più concreta, orientativa e laboratoriale.

Cosa cambia davvero?

  • Un rafforzamento strutturale dei contenuti in linea con le nuove richieste ministeriali;
  • Storia della Tecnologia;
  • Maggiore attenzione a sostenibilità, innovazione e futuro;
  • Nuovi approfondimenti sulle tecnologie emergenti e sulle figure che hanno segnato il progresso;
  • Rubriche dedicate all’eccellenza italiana e agli scenari tecnologici in evoluzione;
  • Verifiche e compiti di realtà ancora più orientati allo sviluppo di competenze.

E una novità decisiva:

  • Un volume dedicato al Laboratorio di Informatica, coerente con le nuove Indicazioni, per integrare competenze digitali, navigazione consapevole, robotica educativa e AI generativa.
  • Il Disegno è guidato passo dopo passo con videotutorial strutturati.
  • Ambiente D rende le tavole interattive e modificabili.

In questi anni Infinito Tecnologico è cresciuto con la scuola.

Oggi diventa PLUS.

E sì, ne sono orgoglioso.

Qui trovate tutte le informazioni e potrete scoprire i dettagli dell’opera: INFINITO TECNOLOGICO PLUS

Gen 312026
 

I pannelli solari installati tra i binari ferroviari sembrano un’idea curiosa, quasi insolita. E invece rappresentano una delle direzioni più interessanti della tecnologia contemporanea: non inventare nuove infrastrutture, ma ripensare quelle che già utilizziamo ogni giorno.

In Svizzera è in corso una sperimentazione che unisce energia rinnovabile, trasporti e sostenibilità. I treni continuano a circolare normalmente, il paesaggio non viene consumato e superfici finora inutilizzate diventano capaci di produrre energia pulita. Non è una soluzione “universale”, ma una risposta mirata a un problema preciso: come aumentare la produzione di energia senza occupare nuovo suolo.

Un esempio concreto che mostra come l’innovazione tecnologica nasca spesso da domande semplici e da un uso più intelligente delle risorse esistenti.

In questo articolo pubblicato su iltechnologico.it, estensione digitale del mio libro INFINITO TECNOLOGICO, approfondiamo questa soluzione e il suo significato in chiave energetica, infrastrutturale ed educativa.

Su iltechnologico.it, oltre all’articolo completo con dati e spiegazioni, troverai spunti didattici e attività pronte per la classe, pensate per trasformare l’argomento in un’occasione concreta di lavoro, riflessione e laboratorio a scuola.

Per leggere l’articolo completo… (clicca sull’immagine qui sotto):


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Gen 272026
 

L’AI è entrata a scuola. Ma siamo davvero pronti?

Negli ultimi mesi, parlando con tanti colleghi, mi sono accorto di una cosa piuttosto chiara:

l’Intelligenza Artificiale è arrivata a scuola più velocemente di quanto fossimo pronti ad accoglierla.

Non come materia.

Non come “novità tecnologica”.

Ma come problema didattico.

C’è chi la teme, chi la ignora, chi la usa senza sapere bene cosa stia facendo.

E poi ci siamo noi, nel mezzo, che dobbiamo continuare a valutare, progettare, spiegare, cercando di non perdere il senso di quello che facciamo ogni giorno in classe.

Da qui nascono due webinar gratuiti, pensati non per “insegnare l’AI”, ma per usarli dentro la scuola, con criterio, lucidità e soprattutto senza aggiungere altro carico inutile al nostro lavoro.

📌 18 febbraio 2026: Le verifiche nell’era dell’AI

Questo primo incontro parte da una domanda molto concreta:

come si valuta oggi, quando l’AI può generare testi, risposte, esercizi in pochi secondi?

Nel webinar lavoreremo su:

  • verifiche costruite a partire dal libro e dai materiali di classe

  • domande che valutano davvero ciò che ci interessa

  • riduzione del carico cognitivo inutile (linguaggio, contesti estranei, ambiguità)

  • uso dell’AI come supporto per il docente, non come scorciatoia per lo studente

L’obiettivo non è “fregare l’AI”, ma progettare prove più chiare, più giuste e più inclusive, che funzionino meglio anche con studenti DSA e BES.

Per iscriverti gratuitamente clicca sul link qui sotto:

Le verifiche nell’era dell’AI

📌 16 Marzo 2026: Sei “Prompt”? Guida all’uso dell’AI nella didattica

Il secondo webinar allarga lo sguardo.

Non solo verifiche, ma didattica quotidiana.

Parleremo di:

  • come usare l’AI prima della lezione per preparare meglio

  • come usarla in classe senza spegnere il lavoro degli studenti

  • come sfruttarla dopo, come supporto allo studio

  • errori comuni, illusioni da evitare e buone pratiche concrete

Sempre con un’idea chiara in testa:

l’AI non deve diventare il prodotto finale, ma materiale da analizzare, discutere, migliorare.

Per iscriverti gratuitamente clicca sul link qui sotto:

Sei “prompt”? Guida all’uso dell’AI nella didattica

Perché partecipare

Questi incontri non sono pensati per chi “vuole diventare esperto di AI”.

Sono pensati per chi:

  • ha poco tempo

  • lavora in classi eterogenee

  • vuole continuare a fare bene il proprio mestiere, anche in un contesto che cambia

Se senti che l’AI è già entrata nella tua scuola anche solo come problema, allora questi webinar sono anche per te.

Ci vediamo online per orientarci insieme in questa nuova realtà.

prof. Davide Emanuele Betto

Dic 142025
 

Una batteria capace di funzionare per decine di migliaia di anni sembra uscita da un romanzo di fantascienza, e invece è una tecnologia reale. Si basa sull’uso del diamante artificiale e sfrutta una radioattività controllata per generare energia in modo continuo, sicuro e stabile nel tempo.

Non si tratta però di una soluzione adatta ad auto elettriche o smartphone: la sua caratteristica principale non è l’alta potenza, ma una durata praticamente infinita. Proprio per questo può essere utilizzata in sensori remoti, dispositivi medici impiantabili, sistemi di monitoraggio e missioni spaziali, dove la sostituzione della batteria è impossibile o molto costosa.

Un esempio concreto che mostra come, in tecnologia, ogni innovazione risponda a esigenze precise e non esista mai una soluzione valida per tutto.

In questo articolo pubblicato su iltechnologico.it, estensione digitale del mio libro INFINITO TECNOLOGICO, approfondiamo una nuova tecnologia per progettare le batterie del futuro ottenute da un elettrodo a cristallo singolo che potranno essere utilizzate nei futuri viaggi spaziali datala loro incredibile durata.

Su ilTechnologico.it, oltre all’articolo completo di dettagli e informazioni tecniche, troverai spunti didattici e attività pronte per la classe, pensati per trasformare l’argomento in un’occasione concreta di laboratorio e studio in classe.

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Nov 252025
 

L’idea di abitare sulla Luna non è più un sogno da romanzo, ma un progetto su cui le principali agenzie spaziali stanno lavorando con crescente realismo. Il nostro satellite è un ambiente estremo, segnato da radiazioni, assenza di atmosfera e temperature estreme, ma proprio per questo rappresenta un laboratorio perfetto per immaginare nuove soluzioni abitative.

Le ricerche puntano su moduli pressurizzati, strutture resistenti e materiali innovativi, come la regolite, la polvere lunare che potrebbe essere trasformata in mattoni grazie alla stampa 3D. Anche la ricerca di risorse diventa una sfida affascinante: dai ghiacci nascosti nei crateri polari potrebbe arrivare l’acqua, mentre l’energia solare fornirebbe l’alimentazione necessaria alle basi.

Ogni passo compiuto verso questo obiettivo ci avvicina non solo a vivere nello spazio, ma anche a sviluppare tecnologie utili per rendere più sostenibili le abitazioni sulla Terra. Un futuro che sembra lontano, ma che sta già prendendo forma.

In questo articolo pubblicato su iltechnologico.it, estensione digitale del mio libro INFINITO TECNOLOGICO, approfondiamo i moduli abitativi lunari ottenuti con la stampa 3D, con i quali forse riusciremo a colonizzare il nostro satellite.

Su ilTechnologico.it, oltre all’articolo completo di dettagli e informazioni tecniche, troverai spunti didattici e attività pronte per la classe, pensati per trasformare l’argomento in un’occasione concreta di laboratorio e studio in classe.

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Nov 132025
 

Le celle solari DSC (Dye-Sensitized Cells) rappresentano una delle innovazioni più promettenti per produrre energia negli ambienti interni, dove i pannelli tradizionali non funzionano bene. Grazie ai loro coloranti fotosensibili, sono in grado di catturare anche la luce diffusa di uffici, scuole e abitazioni, trasformandola in elettricità utile per piccoli dispositivi, sensori IoT, elettrodomestici intelligenti e sistemi di automazione.

La loro struttura leggera, flessibile e semi-trasparente le rende adatte a finestre, superfici verticali, arredi e oggetti quotidiani. Inoltre, possono essere prodotte con processi meno energivori e materiali più accessibili, contribuendo a una tecnologia realmente sostenibile.

In questo articolo pubblicato su iltechnologico.it, estensione digitale del mio libro INFINITO TECNOLOGICO, approfondiamo il funzionamento delle celle DSC, le loro applicazioni e il loro potenziale per l’energia distribuita negli ambienti interni.

Il docente, oltre all’articolo completo di dettagli e informazioni tecniche, troverà anche spunti didattici e attività pronte per la classe, pensati per trasformare l’argomento in un’occasione concreta di educazione scientifica, energetica e civica.

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Ott 182025
 

Circa due miliardi di anni fa, nel cuore dell’Africa, la natura ha fatto qualcosa che oggi solo l’uomo sa replicare: ha acceso un reattore nucleare. Nella regione di Oklo, in Gabon, giacimenti di uranio-235 si disposero in modo tale da generare fissione spontanea, liberando energia per centinaia di migliaia di anni.

Scoperto nel 1972 da scienziati francesi, questo fenomeno è l’unico esempio noto di reattore naturale. L’acqua sotterranea fungeva da moderatore, rallentando i neutroni e rendendo stabile la reazione: quando il calore la faceva evaporare, il processo si arrestava; una volta raffreddata, ricominciava. Un perfetto ciclo termico naturale.

Gli studiosi stimano che Oklo abbia prodotto oltre 100 terawattora di energia, rivelando come la radioattività naturale possa essere contenuta e gestita nel tempo. Questa scoperta non solo ha cambiato la storia della fisica, ma ha anche fornito modelli per lo stoccaggio sicuro delle scorie nucleari e per la comprensione della stabilità geologica dei materiali radioattivi.

In questo articolo pubblicato su iltechnologico.it, estensione digitale del libro “INFINITO TECNOLOGICO”, approfondiamo il fenomeno di Oklo e le implicazioni scientifiche ed educative legate all’energia nucleare naturale.

Il docente, oltre all’articolo completo di dettagli e informazioni tecniche, troverà anche spunti didattici e attività pronte per la classe, pensati per trasformare l’argomento in un’occasione concreta di educazione scientifica, energetica e civica.

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Ott 172025
 

Una startup italiana ha ideato una tecnologia che trasforma la CO₂ in bicarbonato di calcio (Ca(HCO₃)₂), sostanza già presente negli oceani e usata da organismi marini per costruire conchiglie e coralli. Il processo consiste nel disciogliere la CO₂ – prelevata dall’aria o da emissioni industriali – in acqua marina, facendola reagire con minerali contenenti calcio e magnesio.

Il risultato è un bicarbonato stabile e innocuo, che può restare nel mare per migliaia di anni senza alterare l’equilibrio marino.

Se applicata su larga scala, questa tecnologia potrebbe dare un contributo concreto al raggiungimento dei Goal 13 (lotta al cambiamento climatico) e 14 (vita sott’acqua) dell’Agenda 2030.

In questo articolo pubblicato su iltechnologico.it, estensione digitale del libro INFINITO TECNOLOGICO, approfondiamo il ruolo del mare come alleato nella cattura e nel riutilizzo della CO₂, esplorando le nuove tecnologie di carbon capture oceanica e le loro potenzialità per la tutela del clima e degli ecosistemi marini.

Il docente, oltre all’articolo completo di dettagli e informazioni tecniche, troverà anche spunti didattici e attività pronte per la classe, pensati per trasformare l’argomento in un’occasione concreta di educazione scientifica e civica.

Per leggere l’articolo completo… (clicca sull’immagine qui sotto):


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Ott 052025
 

Oggi è la nostra giornata.

La giornata di chi sceglie ogni mattina di entrare in classe con una missione più grande del programma, del registro o del voto.

Di chi continua a credere che un ragazzo curioso valga più di mille verifiche perfette.

Essere insegnanti, oggi, non è facile.

Viviamo un tempo che cambia in fretta, in cui la tecnologia corre e la società chiede sempre di più, spesso senza capire davvero cosa significhi educare.

Ma è proprio in questa complessità che sta la nostra forza.

Noi siamo lì, tra un banco e una lavagna, tra una domanda inaspettata e un sorriso timido a costruire futuro, uno studente alla volta.

Siamo architetti di sogni, allenatori di pensiero critico, custodi di fiducia.

Nonostante la fatica, le riunioni infinite, le classi rumorose e le difficoltà quotidiane, restiamo lì, perché ci crediamo davvero.

A tutti i colleghi di ogni scuola e di ogni grado: grazie.

Per la passione, per la pazienza, per la capacità di non arrendersi mai.

Oggi ricordiamoci che insegnare non è solo un lavoro: è lasciare tracce che durano una vita.

Buona Giornata Mondiale degli Insegnanti.

Con stima e affetto,

Prof. BettoInfinito Tecnologico