Mar 012023
 

La città di Linz, in Austria, è famosa perché nel 1948 fu sviluppato uno dei più importanti e utilizzati convertitori siderurgici, capace di trasformare la ghisa in acciaio.
Oggi questa città torna in auge per qualcosa di completamente diverso.

Una tecnologia per l’assorbimento…..(se vuoi continuare ad approfondire, clicca sull’immagine qui sotto per leggere il resto dell’articolo)


Clicca sull’icona qui sotto per accedere al blog:

Mar 012023
 

Sostenibilità, risparmio energetico, rispetto dell’ambiente sono oramai un mantra che sentiamo spesso ripetere in ogni luogo e in ogni occasione.
L’aver riscontrato che le risorse e le capacità rigenerative del nostro pianeta non sono infinite, ha messo in moto il processo di cambiamento che vediamo concretizzarsi continuamente in molti aspetti della nostra vita, dal modo in cui si produce l’energia, al modo in cui la si utilizza, dalla mobilità alla riciclabilità di ciò che realizziamo e usiamo.

A questo argomento…..(se vuoi continuare ad approfondire, clicca sull’immagine qui sotto per leggere il resto dell’articolo)


Clicca sull’icona qui sotto per accedere al blog:

Feb 282023
 

Il problema della transazione energetica nasce dall’esigenza di dover sostituire i combustibili fossili inquinanti con nuove fonti di energia più sostenibili per il pianeta.
Il primo passo si sta effettuando attraverso la sostituzione degli attuali veicoli inquinanti con nuovi a trazione elettrica, i cosiddetti EV (Electric Vehicle).

Questa transazione…..(se vuoi continuare ad approfondire, clicca sull’immagine qui sotto per leggere il resto dell’articolo)

Dic 112021
 

L’Esposizione Universale 2020 si sta svolgendo per la prima volta in un paese del Medioriente ed esattamente negli Emirati Arabi Uniti. Doveva tenersi, secondo il programma originale, nel 2020 tra il 1 ottobre 2020 e il 31 marzo 2021 ma causa della pandemia da COVID-19, che ha bloccato tutti gli spostamenti tra paesi, l’evento è stato posticipato, grazie all’unanimità del comitato organizzativo, di un anno, svolgendosi così, sempre a Dubai ma tra il 1 ottobre 2021 e il 31 marzo 2022, conservando però la vecchia denominazione di Expo 2020. 

La capitale araba, ha vinto la selezione come sede dell’Expo concorrendo contro altre grandi città della Russia, della Turchia e San Paolo del Brasile, aggiudicandosi tutte e tre le votazioni.

Come sempre in questa grande città cosmopolita e in continua evoluzione, tutto è stato fatto in grande. È stata realizzata una nuova metropolitana che collega l’area espositiva di circa 400 ettari, posta all’esterno della città in direzione di Abu Dhabi e vicina al nuovo aeroporto internazionale Al Maktum (sarà inaugurato nel 2025).

Il progetto ha la forma di un fiore a tre petali il cui centro è la piazza chiamata Al Wasl, dall’antico nome della città di Dubai il cui significato è appunto “connessione”,  su cui si basa, appunto, il tema dell’esposizione, cioè “Connecting Minds, Creating the Future”, ossia collegare le menti per creare il futuro. L’esposizione, inoltre, cade in un anno molto particolare e molto importante per gli Emirati Arabi Uniti coincidendo, infatti, con il 50º anniversario della loro fondazione e con il giubileo d’oro dello Stato due degli eventi maggiormente significativi per il paese arabo.

I tre petali su cui si sviluppa l’immenso impianto dell’Expo, rappresentano le tre aree tematiche della manifestazione ossia opportunità, sostenibilità e mobilità. Ognuna di esse ospita i padiglioni progettati secondo le linee e il design dei suck arabi e tra i petali troviamo dislocati i tre padiglioni più rappresentativi, cui il padiglione del benvenuto, il padiglione dell’innovazione e il padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Sulla restante area trovano posto  tutti i tradizionali padiglioni nazionali come per ogni Expo.

Tutta l’area è ricoperta da vele in materiale fotovoltaico capaci di generare il 50% dell’energia richiesta dall’intero sito espositivo inoltre queste tende vengono, utilizzate durante la sera, per le proiezioni digitali. Lo spostamento all’interno del sito dell’Expo, avviene tramite una cabinovia e un sistema di 750 bus a emissioni zero chiamati Expo Riders.

Al Wasl, è il cuore dell’Expo 2020 e rappresenta il luogo ideale per lo scambio e l’incontro tra le civiltà, ricordiamo che a Dubai convivono circa 200 etnie differenti. Un enorme sfera semi trasparente, quasi una bolla impercettibile capace di costituire il centro nevralgico e planimetrico di tutto l’impianto dell’Expo, ma capace di trasformarsi di notte in un enorme area di proiezione dove le immagini della cultura, della storia, della scienza, della fantasia animano il cielo sopra gli spettatori creando suggestioni uniche capaci di conquistare e ammaliare chiunque si trovi sotto questa volta celeste digitale.

Come ogni progetto, anche quello dell’Expo 2020 di Dubai, è stato concepito per proseguire oltre il periodo dell’esposizione. Quest’area, infatti, verrà denominata Dubai District 2020 e negli obiettivi degli organizzatori sarà il luogo ideale dove far incontrare pensatori, creatori e innovatori, progettisti del nostro futuro. Un luogo, quindi, per collegare, creare e innovare.

GUARDA I VIDEO:

PUOI LEGGERE ANCHE:

Ott 152021
 

Smart city è un concetto che va sempre più diffondendosi nel gergo comune e significa città intelligente, ossia una città concepita in maniera diversa, rispettosa dell’ambiente, della persona, inclusiva, totalmente digitale.
Molti sono i progetti di città di questo tipo, già presenti come la incredibile Dubai negli Emirati Arabi o in via di sviluppo in varie parti del mondo, come Lusail City in Qatar o Neom City in Arabia Saudita di cui abbiamo già parlato, o come la città del futuro inaugurata ad Higashi-Fuji, in Giappone nella città di Susono (prefettura di Shizuoka) da Toyota il 27 febbraio di quest’anno chiamata Woven City.

Sulla scia di questa grandi idee utopiche è nato il progetto di un’altra città super moderna il cui nome dovrebbe essere Telosa, nome che ti arriva dal greco telo s’utilizzato da Aristotele il cui significato è fine obiettivo scopo. L’idea è nata a un miliardario americano Marc Lore, chi ha deciso di investire buona parte del suo patrimonio economico nella costruzione di una innovativa metropoli che secondo la sua visione dovrebbe stabilire uno standard di vita urbana diventando modello per le generazioni future.

La città, progettata da un gruppo di architetti danesi, prende ispirazione da altre grandi metropoli dalle quali intende raccogliere gli aspetti migliori; da New York sempre negli Stati Uniti la vivacità e la grande vitalità, da Tokyo la pulizia, l’ordine, l’organizzazione ed a Stoccolma, la sostenibilità. Il neologismo adottato nella progettazione di questa città è la parola equitismo, il cui significato dovrebbe rappresentare un sistema economico in cui gli abitanti diventano parte integrante della città in cui vivono. Questo significa che se migliora la città, migliorano anche le condizioni di vita dei suoi abitanti e che se i suoi abitanti migliorano la qualità della città ne riceveranno un beneficio anch’essi.


Non è ancora stato stabilito quale sarà il luogo dove verrà edificata la prima pietra anche se alcuni degli Stati americani come Nevada, Arizona, Texas o la regione degli Appalachi, probabilmente potranno essere le aree più papabili. Il progetto prevede un’estensione di circa 600 km² capaci di ospitare fino a 5 milioni di abitanti nel 2060 con una densità abitativa non eccessivamente elevata e con l’avvio dell’urbanizzazione intorno al 2030.

Ovviamente, come ogni sogno utopico, anche quello di questo miliardario americano che sta nel frattempo cercando altri finanziatori, potrebbe finire in un nulla di fatto perché ovviamente questo mega progetto si basa sempre sulla disponibilità economica di fiumi di denaro. L’idea è sicuramente innovativa, e sicuramente ardita per cui non ci resta altro che attendere qualche altro anno per verificare se dalla fantasia e dai sogni di un individuo facoltoso questa possa diventare realtà ed assistere, tutto il mondo, alla cerimonia di inaugurazione di questo prestigioso progetto.

GUARDA I VIDEO:

PUOI LEGGERE ANCHE:

Mar 212021
 

Che i grattacieli si sviluppano in verticale, lo sappiamo tutti. È proprio una loro caratteristica quella di sfidare le leggi di gravità correndo alti verso il cielo. Ma c’è un luogo nel mondo dove sovvertire le leggi dell’ingegneria e della fisica è ormai la norma; sono gli Emirati Arabi Uniti, diventati patria dell’architettura d’avanguardia e dell’ingegneria estrema. Si chiamerà the Link, il primo grattacielo orizzontale, sospeso a 100 metri di altezza tra il 23º e 25º piano delle due gigantesche torri del complesso One Za’abeel. Si tratta dell’ennesimo progetto estremo che cambia lo skyline di una città in continua evoluzione quale Dubai.

Costruite nel quartiere Za’abeel situato tra la città antica e il nuovo quartiere degli affari, questo complesso di grattacieli diventerà una nuova icona per la città, già ricca di esempi architettonici estremi come il grattacielo più alto del mondo il Burj Khalifa, l’unico albergo a sette stelle il Burj Al Arab, e presto anche la ruota panoramica più grande del mondo Ain Dubai.

La torre più alta, 304 metri, ingloberà nei sui 67 piani uffici, un resort-hotel e appartamenti di lusso, mentre in quella più bassa di soli 54 piani alta 241 metri sarà destinata a residenze di lusso da affittare.

The link, invece, l’incredibile grattacielo orizzontale lungo e ben 225 metri, avrà una destinazione a se stante, con ristoranti stellati Michelin, ponti di osservazioni a 360° sulla città, una piscina a sfioro panoramica sospesa sopra il ristorante che avrà il soffitto in vetro.

Anche l’hotel che avrà la grande firma One&Only proprietaria dell’iconico Atlantis the Palm, avrà la caratteristica unica di diventare il primo resort urbano del pianeta. Infatti, le suite potranno essere personalizzate e trasformate in qualsiasi cosa, da una sala giochi per bambini a studio d’arte o a qualunque altro spazio su scelta dell’ospite. Il resort consentirà anche di conservare le proprie cose fino al soggiorno successivo per gli ospiti abituali. Saranno presenti anche studi yoga, uffici privati, night club, palestre e spazi per eventi.

Ma non finisce qui, infatti questo grattacielo incorpora le migliori tecnologie di automazione e efficienza energetica tant’è che è stato premiato dal Construction Innovation Awards come miglior progetto innovativo dell’anno.

Progettato dallo studio di architettura giapponese Nikken Sekkei, il complesso dovrebbe essere terminato entro l’anno in corso nella location strategica tra il centro finanziario internazionale e l’aeroporto Al Maktum. Esteso su una superficie totale di 470.000 m² il complesso avrà sette piani interrati scendendo ad una profondità di ben 38,5 metri fissando un nuovo record con il piano interrato più profondo del Medioriente, in modo da ottimizzare l’efficienza fuori terra. 

L’edificio passerà sopra la superstrada e the Link ingloberà una piscina sul tetto lunga 140 m con una vista panoramica sul parco Za’abeel e sulla Downtown della città.

The link, la torre orizzontale è stata da poco sollevata al 25º piano delle due torri attraverso un sistema complesso di sistemi idraulici che sono riusciti, in 4 giorni, a portare in posizione l’incredibile struttura dal peso di circa 13.000 t, raddrizzando, una volta fissata, attraverso il suo peso, i nuclei portanti delle due torri verticali, costruite volutamente inclinate così da poter essere poi riportate in asse dalla gigantesca struttura orizzontale.

Il progetto è stato premiato anche con il Big Project Middle Est Award e come miglior progetto ad uso misto. I progettisti mirano ad ottenere per l’edifico la certificazione LEED Gold per la sostenibilità ambientale utilizzando sistemi a pompe di calore acqua-acqua per il riscaldamento dell’edificio e per la produzione di acqua sanitaria ed incorporando le più recenti tecnologie intelligenti per l’automazione per l’illuminazione e la climatizzazione.

GUARDA I VIDEO:

PUOI LEGGERE ANCHE:

Gen 092021
 

Sembra quasi un’utopia, ma presto, forse quest’anno stesso, sorgerà in Norvegia, l’hotel Svart con vista sui ghiacciai dell’Artico. Frutto dell’ingegno degli architetti Snøhetta, questa struttura nasce con l’idea di prolungare la costa dell’Holandsfjord, quasi una piattaforma galleggiante che sporge de estende la superficie terrestre all’interno dei ghiacciai perenni del Circolo Polare Artico.

Questo hotel, fornirà al suo interno tutti i comfort necessari tipici degli hotel di alta categoria, ma porterà con sé i frutti di studi ed analisi condotte dal team di architetti al fine di creare il primo albergo del Circolo Polare Artico ad energia positiva. In pratica gli architetti hanno studiato il modo di convogliare quanta più energia possibile sfruttando il sole della zona in modo che l’hotel, non solo risulti essere autosufficiente, ma in periodo relativamente breve di circa sessant’anni, riuscire a produrre più energia di quanta necessaria per costruirlo azzerando, quindi, il suo impatto sull’ambiente con un’impronta di carbonio molto ridotta.

Gli stessi pannelli fotovoltaici che ricoprono il tetto della struttura, sono stati realizzati con prodotti totalmente riciclabili ottenuti con energia idroelettrica pulita, e le stesse camere d’albergo e i ristoranti sono stati pensati in modo tale che l’energia del sole sia sempre presente al loro interno. Il sistema ad intreccio della struttura proteggerà durante il periodo estivo dall’irraggiamento solare gli spazi interni, mentre consentirà la massima penetrazione della luce e del calore durante il periodo invernale.

Tutto questo è da mettere in relazione al luogo nel quale sorge la struttura, ossia il Circolo Polare Artico dov’è offerto uno skyline assolutamente unico sul ghiacciaio di Svartisen. Le facciate sono state realizzate con materiali in grado di resistere ai climi estremi, creando addirittura delle terrazze con una struttura a nido d’ape capaci di proteggere la struttura e la privacy dei visitatori.

Quando completato, questo spettacolare anello, alzerà l’asticella dell’intrattenimento alberghiero, creando nuove suggestioni e attirando a se turisti e curiosi di ogni parte del mondo attirati dall’idea di passare una vacanza diversa in un luogo normalmente inaccessibile, ma con la consapevolezza di partecipare ad un progetto per il bene del Pianeta creando le basi per un nuovo concetto di architettura di svago che possa essere non soltanto svago, ma anche utile.

GUARDA I VIDEO:

PUOI LEGGERE ANCHE: