
Sicuramente qualche tempo fa mai mi sarei sognato di scrivere un articolo di questo tipo, ma vista la particolarità del momento che stiamo vivendo, alcune indicazioni in merito a un uso consapevole e preventivo delle tecnologie credo sia importante darle.
Smartphone, tablet, computer, auricolari e altri oggetti tecnologici sono oramai tra gli strumenti più utilizzati da tutti, continuamente toccati, appoggiati, passati da un luogo all’altro e da una superficie all’altra durante il corso dell’intera giornata. È ovvio che, dato questo continuo passaggio, anche il dispositivo elettronico necessiti di essere sanificato regolarmente per evitare la trasmissione dei virus attraverso le superfici di cui è costituito.

Iniziando dall’ovvia raccomandazione di evitare lo scambio del telefono tra compagni, ad esempio per mostrare la schermata di un app o una fotografia, cosa che avviene regolarmente tra coetanei. Questo andrebbe limitato o comunque andrebbe effettuata una corretta azione igienizzante prima e dopo il passaggio attraverso il lavaggio delle mani con acqua e sapone o con gel disinfettante. A scuola, ci viene detto continuamente di non passare l’attrezzatura didattica quali matite, gomme, diario, quaderni, fogli, ma con i dispositivi elettronici? Gli studi hanno dimostrato che sulle superfici degli smartphone, i virus sopravvivono anche per periodi piuttosto lunghi addirittura 28 giorni in condizioni di normali per cui è importantissimo fare attenzione e disinfettarli spesso. Deve diventare una regolare buona pratica quella di igienizzare i nostri dispositivi utilizzando ad esempio panni morbidi leggermente inumiditi, privi di pelucchi come ad esempio quelli per la pulizia degli occhiali, inumidendoli con acqua tiepida e sapone ma prestando attenzione a non far entrare l’acqua nelle fessure. È possibile utilizzare prodotti specifici come salviette disinfettanti oppure alcol isopropilico al 70%. Non bisogna utilizzare detergenti per la casa, aria compressa, spray, solventi o altri prodotti abrasivi e il detergente va sempre spruzzato sul panno e mai direttamente sul dispositivo.

Stessa operazione va condotta per gli auricolari che utilizziamo per ascoltare la musica o per rispondere al telefono e che vengono appoggiati sul banco, sulla cattedra, su superfici diverse, rimangono attaccati al nostro corpo buona parte della giornata penzolando di qua e di là in ambienti differenti. Anche questi vanno puliti con una pezzuola imbevuta di alcol isopropilico al 70% o salviette disinfettanti evitando di far penetrare liquidi direttamente nella griglia audio. Stessa operazione va fatta sulle cover che rivestono gli smartphone e i tablet, anch’esse passate di mano in mano e appoggiate su tutte le superfici. Anche qui andranno utilizzati detergenti o igienizzanti specifici per il tipo di superficie con cui è realizzata la cover.

Oggi, la tecnologia ci soffre strumenti sofisticati per l’igienizzazione delle superfici, come le lampade germicide che utilizzano la luce ultravioletta. Queste lampade UV-C, hanno un potere virucida e battericida altissimo, capace di distruggere qualunque batterio su superfici diverse così da essere idonee non solo per i dispositivi elettronici, ma anche su chiavi, portafogli, penne, denaro o su qualunque altro oggetto come le mascherine protettive.
Quindi, senza che questa diventi un’ossessione o senza voler creare ansia, una normale, quotidiana e salutare igienizzazione dei nostri dispositivi che con tanta soddisfazione utilizziamo, dovrebbe diventare una normale pratica capace di aiutarci tutti al contenimento e alla diffusione delle malattie infettive.
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