Feb 282024
 

Con l’uscita del mio nuovo libro di tecnologia per le scuole medie, INFINITO TECNOLOGICO, sono iniziati gli appuntamenti online e in presenza curati dalla casa editrice Lattes Editori & C.

Si tratta di incontri per far conoscere il libro e il sottoscritto all’enorme platea dei docenti italiani di tecnologia in modo da potervi permettere di scoprire questa nuova proposta editoriale e aver modo di interagire con l’autore dietro di essa.

Questi primi webinar sono incentrati sulle caratteristiche innovative e ciò che rende differente INFINITO TECNOLOGICO dai testi della concorrenza, ma al tempo stesso per proporre ai docenti delle vere e proprie sessioni laboratoriali con le quali scoprire, insieme all’autore, nuove modalità per proporre attività didattiche agli studenti digitali di oggi.

L’altra novità è la mia presenza a Didacta 2024 a Firenze per due momenti di incontro giorno 22 marzo, momenti in cui approfondiremo aspetti del disegno digitale e dell’uso del CAD (Computer Aided Design) a scuola. Gli incontri sono a numero chiuso ed è richiesta l’iscrizione.

Per i docenti che fossero interessati a visionare e approfondire i contenuti e le pagine di INFINITO TECNOLOGICO, riporto di seguito il link per richiedere la copia saggio:

RICHIEDI LA COPIA SAGGIO


ELENCO EVENTI:

  • Lunedì 26 febbraio 2024 ore 16:00 – 17:30 (evento online)

INTRODUZIONE AL DISEGNO DIGITALE: SKETCHUP E LE PROIEZIONI ORTOGONALI

(già svolto – a breve sarà possibile scaricare la registrazione dell’evento)


  • Lunedì 11 marzo 2024 ore 16:00 – 17:30 (evento online)

INFINITO TECNOLOGICO. COSTRUIRE UN FUTURO A MISURA DI TUTTI

-> ISCRIVITI SUBITO! (è previsto attestato di partecipazione)


  • Venerdì 22 marzo 2024 ore 10:00 – 11:00 (presso Didacta Firenze stand Lattes Editori (H25) – Padiglione Cavaniglia)

SPERIMENTARE LA MODELLAZIONE SOLIDA CON LA PIATTAFORMA CAD DI SKETCHUP

(è richiesta la prenotazione)


  • Venerdì 22 marzo 2024 ore 12:00 – 13:00 (presso Didacta Firenze stand Lattes Editori (H25) – Padiglione Cavaniglia)

LA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA IN CLASSE

(è richiesta la prenotazione)


  • Mercoledì 17 aprile 2024 ore 16:00 – 17:30 (evento online)

SKETCHUP E LA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA IN CLASSE

-> ISCRIVITI SUBITO! (è previsto attestato di partecipazione)


Vorrei, inoltre, inserire in questo elenco il webinar tenuto da Ilaria Marrazzo e dal prof. Carlo Monzini su AmbienteD il software per il disegno tecnico e architettonico abbinato a INFINITO TECNOLOGICO:

  • Giovedì 7 marzo 2024 ore 16:00 – 17:30 (evento online)

AMBIENTE D: AMBIENTE DI APPRENDIMENTO DIGITALE

Feb 162024
 

È con immenso piacere e soddisfazione che dopo 4 lunghi anni di incessante e certosino lavoro presento in anteprima il mio nuovo e primo testo di Tecnologia per le scuole medie italiane edito dalla casa editrice Lattes Editori & C.

L’Infinito Tecnologico è il titolo evocativo di questa 0pera in cui vengono narrate la bellezza e la poliedricità di una disciplina unica, ricca, mutevole, “infinita” appunto. Un testo che, come in un racconto, descrive i complessi concetti dei processi tecnologici in maniera coinvolgente e affascinante, conducendo i ragazzi quasi per mano nell’incredibile viaggio alla scoperta delle innovazioni e delle invenzioni che la scienza e il mondo ogni giorno ci propongono.

Pensato e costruito in classe durante l’attività didattica verificando difficoltà, interessi e motivazioni che spingono i ragazzi ad apprezzare e ad amare i contenuti di questa disciplina, il libro traspone sulle sue pagine questa sperimentazione step by step, ponendo l’accento su aspetti quali il confronto, l’esperienza, l’osservazione, l’attualità, il contesto e le tecnologie disponibili oggi nelle scuole.

Ma Infinito Tecnologico nasce anche per essere una guida per il moderno docente di tecnologia caratterizzandosi per un approccio agile, al passo con i tempi, facile da consultare e ricco di spunti e suggerimenti per attività in classe o a casa.


Potrei definire Infinito Tecnologico in molti modi ma sono sicuramente semplicità, tempistica, innovazione e sostenibilità le parole chiave che lo descrivono meglio.

SEMPLICITÀ

Dovuta a una narrazione fluida, intrigante, affascinante, argomenti sempre attualissimi, linguaggio moderno e vicino a quello dei ragazzi lo rendono perfetto per tutti i livelli di apprendimento. Linguaggio specifico ridotto e semplificato, uso di termini chiave, iconografia curata con attenzione quasi maniacale pensata per accompagnare il narrato, sono finalizzati a stimolare la curiosità, l’approfondimento e la ricerca e per favorire l’apprendimento dei contenuti e di competenze sempre nuove.

Parole CHIAVE in evidenza e DESCRIZIONI chiare e dettagliate allineate al narrato

TEMPISTICA

Calibrata sulle reali necessità del docente perché le unità e le lezioni di Infinito Tecnologico sono studiate in modo da poter essere svolte nei tempi realmente disponibili. Sono scalabili per adattarsi ai differenti livelli sociali e culturali delle classi e modulari per permettere all’insegnante di personalizzare la propria didattica ri-programmandola e aggiornandola se l’attualità propone al docente cambiamenti e avvenimenti meritevoli di menzione.

INNOVAZIONE

Dalle missioni su Marte all’AI Act europeo, dal passaggio al libero mercato alla transazione energetica, il testo è una finestra sul mondo che racconta ogni singolo cambiamento avvenuto negli ultimi anni fino ai primi giorni di questo 2024. L’innovazione pervade ogni sua parte dalla struttura delle unità all’impaginazione, dalla grafica ai contenuti. Anche l’ordine degli argomenti all’interno delle unità è trattato in modo nuovo e originale, studiato per facilitare l’apprendimento e per semplificare l’azione quotidiana del docente. Numerose rubriche sottolineano questa propensione innovativa permettendo al docente di spaziare liberamente oltre i limiti dell’argomento in discussone e allo studente di scoprire come la tecnologia sta cambiando il mondo.

I MATERIALI sono divisi in RISORSE DI SUPERFICIE e SOTTERRANEE

SOSTENIBILITÀ

Perché la tecnologia è una disciplina affascinante che permette di realizzare dei sogni ma affinché questi non si trasformino in incubi è importante comprendere e far comprendere agli studenti quali sono i costi economici, ambientali e sociali ad essa associati. Nel libro la sostenibilità è un elemento chiave, presente già nel narrato ma anche in numerosi box informativi che aprono interessanti spunti di discussione in classe. Efficienza energetica, riciclo, accessibilità, impatto ambientale solo per citarne alcuni, nella consapevolezza che la sostenibilità tecnologica è fondamentale per affrontare sfide importanti come i cambiamenti climatici o la scarsità di risorse e per costruire un futuro più sostenibile.


UN “INFINITO” MONDO DI APPROFONDIMENTI

Il libro è ricchissimo di spunti e suggerimenti, sia per il docente che per lo studente. Una didattica, per essere valida deve essere aperta, continuamente rimodulabile e adattabile ad una realtà fluida e dinamica come quella tecnologica. Diversi sono gli spunti utilizzati durante la narrazione, dalla semplice curiosità all’approfondimento tecnico, dal percorso storico alla sostenibilità di ogni processo evolutivo. Durante la trattazione un piccolo logo mette in evidenza ciascuno di questi spazi rendendolo facilmente identificabile. Vediamoli nel dettaglio:

OCCHIO AL FUTURO

Transazione energetica, conquista di Marte, IoT, robotica, Intelligenza Artificiale, sono solo alcuni dei cambiamenti che la tecnologia ci sta permettendo di attuare. Occhio al futuro è una lente di ingrandimento puntuale sull’innovazione per far riflettere e aggiornare gli studenti sui cambiamenti che avvengono in ogni singolo settore. Uno spazio che permette di osservare e descrivere come ogni innovazione tecnologica influisca sul nostro modo di vivere e sulla vita del nostro ecosistema. Uno spazio che fornisce al docente spunti per approfondimenti, ricerche e attività di cooperative learning da svolgere in classe o a casa.

AMBIENTE

La tecnologia e l’innovazione seppur utilissime, hanno un loro costo soprattutto in termini ambientali. Ambiente propone spunti di riflessione e discussione che mirano a coinvolgere gli studenti e le classi sulla sostenibilità dei processi tecnologici. Momenti attraverso i quali costruire una sensibilità civica per far crescere i ragazzi e preparare la futura generazione a scelte maggiormente consapevoli. La sostenibilità è un tema che attraversa orizzontalmente tutto il testo all’interno del narrato, ma lungo le pagine la presenza di questo logo evidenzia momenti di approfondimento con schede informative mirate.

CURIOSITÀ

La tecnologia è pure divertimento, scoperta, ricerca. Curiosità rappresenta un modo per stimolare i ragazzi ad andare oltre l’informazione superficiale e per scavare dentro i segreti delle tecnologie o dei loro effetti, per scoprire come queste sono nate, quali sono state le difficoltà per la loro realizzazione, quali gli utilizzi e i cambiamenti che hanno apportato. Ma anche per scoprire parole nuove o già in uso il cui significato appare spesso poco chiaro nella visione di un adolescente.

MADE IN ITALY

L’Italia è forse il paese più amato del mondo, ricco di cultura, arte, tradizioni. Non c’è settore in cui la nostra creatività non eccelle. Carta, moda, automotive, oro, cucina e molti altri, sono i campi in cui spazia Made in Italy, la rubrica in cui l’Italia dell’eccellenza si racconta evidenziando tutti quegli aspetti in cui il nostro paese guida tecnologicamente il mondo.

EDUCAZIONE CIVICA

L’educazione civica ha assunto sin dalla riforma del sistema educativo nel 2004, un ruolo fondamentale nella scuola diventando disciplina curricolare e trasversale nel 2019-20. L’obiettivo è quello di formare una classe di cittadini consapevoli e partecipi della società e nella tecnologia i temi si concentrano sul suo uso etico e responsabile, sulle implicazioni sociali delle innovazioni tecnologiche e sulla cittadinanza digitale. Tutto il narrato è costantemente intriso di questi temi etici, ma nei box Educazione Civica, viene focalizzata l’attenzione su alcuni particolarmente rilevanti o che richiedono un approfondimento come l’economia circolare, il riciclo, la sicurezza dei cantieri o il cyberbullismo ad esempio.

APPROFONDIMENTI

Approfondimenti rappresenta il focus informativo del testo. Mette in luce il significato di alcuni termini, descrive un elemento o approfondisce un passo del narrato, fornendo risposte immediate alla curiosità dell’alunno e nuovi spunti di ricerca per il docente.

IL PIANO DELL’OPERA

Infinito Tecnologico è diviso in due volumi principali, Settori e Disegno a cui è possibile associare Ambiente D il software CAD di disegno tecnico con tutte le attività contenute nel libro. È disponibile anche una versione compatta, i Percorsi facilitati, la versione digitale su bSmart Books, l’App per il ripasso, il blog di approfondimento ilTECNOlogico.it.

Inoltre, nell’area riservata ai docenti “TeachBox“, l’insegnante può trovare tanto materiale a lui dedicato:

  • la guida per il docente;
  • la programmazione;
  • la copia saggio con le soluzioni;
  • le verifiche con e senza soluzioni;
  • materiali modificabili;
  • contenuti per i BES;
  • e tanto altro…

Volume – SETTORI

Settori è articolato in 10 unità divise in numerose lezioni complete:

  1. Tecnologia e scienze dei materiali;
  2. Abitazioni e centri urbani;
  3. Agricoltura e industria agroalimentare;
  4. Alimentazione e conservazione;
  5. Elettricità e fonti di energia;
  6. Macchine e motori;
  7. I trasporti;
  8. Mezzi e sistemi di comunicazione;
  9. L’economia, il sistema finanziario e il lavoro;
  10. Il futuro digitale e l’impatto dell’intelligenza artificiale. 

Nel volume sui settori ogni argomento è strutturato come un viaggio che conduce gli studenti e le studentesse lungo un entusiasmante percorso alla scoperta dei segreti tecnologici prestando particolare attenzione alle tematiche europee (Agenda 2030) e a quelle didattiche (STEM) come richiesto dalle competenze chiave nazionali.

Ogni unità si apre con una scheda di Didattica Orientativa, partendo dal presupposto che ogni individuo è in possesso delle risorse necessarie a permettergli di costruire le proprie competenze e guidarlo nei processi di sviluppo e crescita. Inoltre, sempre in apertura di unità, una scheda informativa fornirà al docente e allo studente l’indicazione di quelle che sono le rubriche e gli approfondimenti presenti al suo interno.


Questa unità consta di 15 lezioni che spaziano dalle proprietà dei materiali conosciuti fino a quelli che nel prossimo futuro potrebbero cambiare la nostra esistenza.

Questo libro affronta l’argomento in maniera nuova e originale sia nel linguaggio che nella narrazione ma soprattutto nella struttura complessiva. I materiali vengono divisi in due grandi gruppi che li differenzia in base alla loro dislocazione. Di superficie (legno, carta, tessuti e gomma) e del sottosuolo (rocce, vetro, metalli e materie plastiche).

Curatissimi box descrittivi descrivono, anche graficamente in maniera intuitiva, le proprietà che ogni materiale possiede e i tipi di lavorazioni che ciascuno di essi potrà subire in virtù di queste.

Per ogni materiale è come affrontare un viaggio alla scoperta dei suoi segreti studiando le tappe del processo di trasformazione di un oggetto d’uso comune come un tavolo (legno) o un paio di jeans (tessuti). Cambia, quindi, la struttura narrativa da astratta a concreta; è un po’ come leggere un focus informativo su una rivista scientifica o guardare un documentario divulgativo in TV.

Questa dialettica veloce e accattivante trasporta lo studente dentro l’argomento di studio permettendogli di scoprire i passaggi tecnologici e i segreti delle sue lavorazioni e fornisce anche al docente un grande vantaggio per la sua didattica. L’argomento non è più chiuso, perché esaurito dalla trattazione e non è più astratto, perché è collegato con la sua esperienza diretta (oggetto e non materiale). Il docente può quindi sperimentare liberamente ulteriori percorsi simili.


Questa unità consta di 11 lezioni che spaziano dalla progettazione edilizia fino alla domotica e le smart cities del futuro.

Dai muri a secco alle costruzioni stampate in 3D il testo spazia attraverso tecniche, materiali, tempi come in un percorso virtuale all’interno dell’evoluzione costruttiva umana trasformando l’allievo nell’architetto di questo percorso. “Perché le case non crollano”, una delle unità di apertura, è emblematica del cambiamento che opera questo libro. L’alunno non è più il fruitore passivo dei contenuti, ma si trasforma nel protagonista del processo edilizio con le sue domande, le sue curiosità, i suoi dubbi ai quali puntualmente il libro risponde attraverso esempi, schemi, illustrazioni. Ogni aspetto della professione viene affrontata approfonditamente partendo dagli elementi strutturali e dalle scelte iconografiche, attraverso l’antropometria, la sostenibilità fino alle scelte progettuali.

Anche l’impiantistica è trattata in maniera iconograficamente nuova su doppia pagina in cui gli elementi degli impianti diventano box informativi su chiarissimi spaccati assonometrici dell’abitazione mostrando la loro reale ubicazione e la loro funzione nel complesso della struttura. Per la prima volta si parla anche degli impianti cittadini, per far comprendere agli studenti la complessità di funzionamento del sistema urbano.

Domotica, smart cities e città del futuro aprono una finestra sull’evoluzione che questo settore sta vivendo consentendo agli alunni di affacciarsi attraverso di essa scoprendo dove la tecnologia edile ci sta portando.


Questa unità consta di 10 lezioni che spaziano dalla lavorazione del terreno sino alle bío-tecnologie agrarie.

Un argomento nozionistico e non sempre vicino alla realtà vissuta dai nostri alunni, diventa anche in questo caso un interessante viaggio evolutivo alla scoperta dei profondi cambiamenti in questo settore. Si parla di idroponica, aeroponica, biotecnologie agrarie, OGM, trattori a guida autonoma, droni per l’irrigazione portando avanti le lancette del tempo così da mostrare come la scienza e la tecnologia hanno trasformato l’agricoltura da antica arte rurale a avanzatissima industria della trasformazione. Non ci si limita ad analizzare solo i processi agricoli ma ogni settore del processo industriale agroalimentare. Boschi, pesca, allevamento, acquacoltura solo per citarne alcuni mostrando gli incredibili cambiamenti che questo settore sta vivendo per poter affrontare le sfide che il nuovo millennio pone dinnanzi ad esso.

Infine, nell’unità è posta particolare attenzione a due importantissimi temi legati a questo settore: il primo sulla sostenibilità dei processi produttivi, la cosiddetta footprint (impronta ecologica), delle nuove tecniche di coltivazione e la seconda sul made in Italy, ricchezza assoluta che il nostro Paese detiene.


Questa unità consta di 4 lezioni che spaziano dalla sicurezza alimentare alle tecniche di conservazione.

Il libro descrive tutti gli elementi della filiera agroalimentare ma ancora una volta da un punto di vista differente. L’obiettivo è quello di informare e formare gli alunni per far si che essi diventino una nuova categoria di consumatori maggiormente consapevoli delle proprie scelte alimentari e capaci di effettuare acquisti o consumare alimenti basandosi su principi di sicurezza alimentare e corretta alimentazione. Etichettatura, imballaggi, tracciabilità, filiera corta, Km0, QR code sono le parole chiave di questo processo di formazione basato su principi di salute, sostenibilità e educazione alimentare. Fiore all’occhiello di questa unità sono i sistemi di conservazione degli alimenti, ossia le procedure sviluppate nel tempo per preservare gli alimenti il più a lungo possibile e nelle condizioni migliori. Vengono passati sotto la lente d’ingrandimento tutti i metodi più utilizzati evidenziandone pregi e difetti e descrivendo puntualmente le nuove metodologie da poco sviluppate che si candidano a sostituirle.


Questa unità consta di 13 lezioni che spaziano dal concetto di elettricità alle fonti energetiche presenti e future.

In Infinito Tecnologico l’assioma per cui la trattazione dall’elettricità e del magnetismo sono seguenti alla descrizione delle varie fonti energetiche è ribaltato. Anche questo cambiamento nasce dall’esperienza diretta registrata in classe. La consuetudine di trattare l’elettricità dopo le fonti energetiche, fa si che si parli continuamente di essa negli argomenti ma senza mai spiegarne il suo vero significato. È in pratica come descrivere un quadro farlo vedere. Conoscere, invece, il significato di elettricità e delle forze elettromagnetiche ad essa collegate prima di affrontare le fonti energetiche rende più chiara e intuitiva la spiegazione dei diversi processi di trasformazione perché l’alunno è già informato sul loro perché. Questo, inoltre, comporta un duplice vantaggio: semplifica la trattazione perché il docente dovrà solo spiegare lo specifico processo di trasformazione (termico, nucleare, eolico, ecc.) e gli consentirà di ribadire più e più volte durante l’anno il concetto di energia ed elettricità che rappresentano argomenti fondamentali per l’esame finale in scienze e tecnologia.

Dalle fonti esauribili e inquinanti a quelle inesauribili e sostenibili alle nuove soluzioni che scienza e tecnologia stanno studiando o hanno già realizzato. Per ogni fonte vengono evidenziate le innovazioni e i cambiamenti già in atto o da realizzare e i possibili miglioramenti tecnici e funzionali dei sistemi attualmente in uso. Vengono illustrati dettagliatamente i passaggi di stato e gli aspetti positivi e negativi di ogni processo come suggerito dai goals dell’Agenda 2030.


Questa unità consta di 5 lezioni che spaziano dalle macchine semplici all’automazione e ai robot.

Intuitivi box illustrati rendono accessibili i complessi concetti trattati dall’unità descrivendo dettagliatamente ogni elemento in modo sia testuale che visuale. Curatissime infografiche rendendo la loro comprensione immediata ed intuitiva.

L’unità è strutturata secondo un percorso logico che guida lo studente dalle macchine semplici e dalle leve ai sistemi atti ad utilizzarle, gli organi di trasmissione. Un sistema didattico multicanale (scritto e visivo) punta ad aiutarlo nell’apprendimento di tutti i passaggi al fine di poter affrontare ogni step con chiarezza e completezza. Infine, i motori e le turbine completano la narrazione legata al mondo delle macchina. Particolare attenzione è posta all’analisi delle attuali tecnologie e su come queste stanno evolvendosi soprattutto in chiave green per poter ridurre i loro effetti sull’ambiente.

Un salto nel futuro ci proietta poi nell’affascinante mondo dei robot e degli automi aiutandoci a scoprire come questi si stiano pian piano integrando nel mondo produttivo e nella nostra quotidianità.


Questa unità consta di 6 lezioni che spaziano dal concetto di mobilità alle ultime missioni spaziali per la conquista del pianeta Marte.

Questo accattivante argomento è stato trattato con un taglio di ispirazione giornalistica. Il linguaggio scorrevole, la narrazione puntualmente illustrata, l’attualità dei temi è sviluppata nelle pagine in modo da far sembrare agli studenti di star leggendo la loro rivista preferita, stimolandoli così a sfogliarlo per scoprire quali alte informazioni cela al suo interno. Ogni scheda racconta, descrive, confronta differenti sistemi di mobilità, aprendo continue finestre sull’innovazione e sui progressi realizzati in riferimento alla sostenibilità. Muovendo sempre dalle curiosità degli studenti con un linguaggio colloquiale e intuitivi schemi grafici vengono illustrati i complessi concetti chiave. Come fa una grande nave da crociera in acciaio a galleggiare o com’è possibile che un aerodinamico aereo metallico possa sollevarsi da terra superando la forza di gravità e restare in volo?

Ma il trasporto non è soltanto i mezzi ma anche e soprattutto le infrastrutture che garantiscono la mobilità oltre agli aspetti fondamentali della loro organizzazione che prende il nome di logistica.


Questa unità consta di 9 lezioni che spaziano dalla stampa 3D allo smartphone.

La narrazione percorre la linea temporale del processo evolutivo dei sistemi di comunicazione di massa. Anche in questo caso l’obiettivo non è quello di citare la loro storia ma quella di rendere comprensibili le tecnologie che gli studenti usano abitualmente focalizzando l’attenzione sui loro aspetti innovativi.

L’aspetto innovativo del volume in questo caso è dato dalla particolare attenzione rivolta a due dei dispositivi di comunicazione più apprezzati dai ragazzi. Gli smartphone e gli indossabili (particolari dispositivi medico-sportivi capaci di monitorare i parametri fisico-biologici del nostro corpo e non solo).

L’occhio al futuro in questo caso permea tutta l’unità proponendo spunti continui al docente per approfondimenti, ricerche, lavori di gruppo da condurre in classe oppure a casa.


Questa unità consta di 4 lezioni che spaziano dai concetti di risorsa, bene e bisogno alle forme del lavoro.

L’economia è sicuramente uno dei settori meno apprezzati dagli studenti e sicuramente più ostico da apprendere a causa della complessità dei suoi contenuti.

In questa parte del testo, attraverso continui riferimenti all’attualità, il libro mira a far appassionare il ragazzo ai temi economici per i quali normalmente non manifesta grande interesse. Il confronto continuo con ciò che circonda l’adolescente, permette di affrontare questi complessi argomenti utilizzando riferimenti iconografici facilmente riconoscibili. Per cui parlare del sistema finanziario e delle banche di per sé complesso diventa più interessante e avvincente se lo si fa con riferimenti alle criptovalute, ai pagamenti digitali, al remote banking. Parlare del lavoro equivale non solo a citare i temi classici di retribuzione, salario e contratti, ma può diventare coinvolgente se si parla anche di temi a loro più vicini come lo sfruttamento del lavoro minorile, i bitcoin o le professioni del futuro.


Questa unità consta di 2 lezioni la prima sulla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e la seconda sullo sviluppo e sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale.

I riferimenti evidente di questa unità sono due eventi dirompenti che hanno provocato profonde modificazioni nel mondo così come lo conoscevamo. Si tratta della pandemia del SARS-CoV-2 e dell’apparizione dei sistemi di intelligenza artificiale chatGPT in primis.

Il primo ha provocato un enorme accelerazione della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e della scuola, costringendo i docenti in pochi giorni a diventare esperti di comunicazione digitale a distanza e padroneggiare dispositivi di cui in molti casi sconoscevano l’esistenza. Questi eventi hanno dimostrato come l’attuale sistema tecnologico fosse già maturo per questi cambiamenti capaci di stravolgere le nostre abitudini e il nostro concetto stesso di vita (DAD, telelavoro, comunicazioni da remoto) e provocando profonde trasformazioni in ogni ambito sociale e lavorativo.

Il secondo evento, l’intelligenza artificiale, ancora in uno stato embrionale sta già dimostrando tutte le sue potenzialità e allarmando non poco gli addetti ai lavori.

Si tratta di temi ad ampio respiro, attuali, interessanti, coinvolgenti, fondamentali per un libro di tecnologia che fa dell’innovazione e del cambiamento le basi del suo stesso esistere. Ancora una volta i temi sono affrontati con passione e fervore guidando dentro questi argomenti chi legge ma lasciando intravedere come presto altri cambiamenti si aggiungeranno a questi e saranno da raccontare.


Volume – DISEGNO

Disegno è, invece, articolato in 4 unità:

  1. Il disegno tecnico e i suoi strumenti;
  2. Il disegno tecnico: la teoria;
  3. Il disegno tecnico: la pratica;
  4. Pensiero computazionale e coding.

Il volume di disegno è diviso in una parte teorica, nella quale vengono descritti tutti gli aspetti del disegno tecnico dagli strumenti alla postura, dalle convenzioni grafiche fino alle diverse tecniche di rappresentazione e una seconda strutturata come un corso pratico di disegno dalle basi fino alla prospettiva.

Questo volume mette in luce la professione di architetto dell’autore che, nelle sue illustrazioni descrive minuziosamente ogni passaggio dei disegni per guidare gli alunni e le alunne al miglior risultato finale possibile. L’inserimento di ogni step ma anche la sequenza stessa dei disegni proposti sono studiati e calibrati per creare un percorso a difficoltà sempre crescente, ma anche per favorire il docente il quale si troverà ad utilizzare un percorso pratico già strutturato e organizzato. Questo libro parte dai solidi geometrici per dimostrare tutte le tecniche grafiche. In pratica utilizzando 16 figure solide principali, pratici tutorial composti da quattro step ciascuno, illustrano la sequenza necessaria per realizzare il disegno richiesto. Avremo quindi ad esempio la sequenza di passaggi per realizzare le proiezioni ortogonali di un cubo, ma allo stesso modo quelle per realizzare le assonometrie isometrica, monometrica e cavaliera. Grazie a questo ricco corredo di esempi, l’alunno potrà esercitarsi abbondantemente sulle differenti tecniche di rappresentazione. Al termine di questa prima parte di tutoring, gli esercizi proposti seguiranno uno schema a difficoltà crescente in modo da permettergli di verificare il grado di acquisizione delle competenze mentre al docente di calibrare la propria didattica in base al livello della classe o degli alunni. Figure piane, solidi modulari, rampe di scale, gruppi di solidi, solidi di rotazione, pezzi meccanici, solidi sezionati, oggetti di design sono gli step di questo percorso pratico proposti sul libro e online.

Questa struttura basata sui 16 solidi geometrici sviluppati per ogni tecnica grafica mira a sottolineare come le proiezioni ortogonali, le assonometrie o le prospettive non sono scatole chiuse da somministrare in sequenza agli alunni. Al contrario queste fanno parte del corredo formativo di un disegnatore che deve saper passare liberamente dall’una all’altra. Nel libro, il disegno è basato su questa filosofia e gli esercizi proposti intrecciano sempre elementi delle proiezioni ortogonali con quelli delle altre tecniche in modo che l’allievo possa acquisire questa capacità sin dai suoi primi passi.

Oggi il disegno tecnico è principalmente digitale e l’autore, esperto in progettazione assistita CAD (Computer Aided Design), traspone sul libro questa sua grande passione ed esperienza fornendo una guida completa per gli alunni e i docenti. Anche in questo caso una corposa parte pratica guida all’apprendimento di alcuni software di largo uso come SketchUp® e il proprietario AmbienteD. Pezzi meccanici, solidi parametrici, solidi di rotazione come i pezzi degli scacchi o incredibili oggetti di design, consentono allo studente e alle studentesse di sperimentare le affascinanti potenzialità del disegno digitale, realizzando realistici modelli 3D da animare o renderizzare.

Infine una parte dedicata al coding e al pensiero computazionale apre le porte alla programmazione su Scratch®. Si tratta di un linguaggio di programmazione visuale creato per scopi educativi, dal MIT Media Lab. Un’intuitiva interfaccia grafica basata su blocchi che rappresentano semplici istruzioni di programmazione consente agli studenti di esercitarsi nella costruzione di programmi incastrando tra di loro questi pezzi come in un puzzle. Dall’interfaccia grafica alla programmazione, un ricco corredo di tutorial guida alla realizzazione di semplici programmi il cui scopo è quello di stimolare la creatività e il pensiero computazionale nello studente.


Questa unità consta di 3 lezioni che spaziano dall’approfondimento sulle tipologie del disegno alla descrizione e ai modi di utilizzo degli strumenti tecnici.

Nella minuziosa quanto attenta descrizione degli strumenti e delle modalità del disegno, traspare tutta la passione e l’entusiasmo da parte dell’autore per questo aspetto disciplina. Gli strumenti del disegno vengono divisi per tipologia e descritti puntualmente aprendo continuamente finestre sulla loro evoluzione, sul loro impatto ambientale ma anche sul made in Italy.

Una pratica guida all’utilizzo degli strumenti tecnici e importanti indicazioni sulla corretta postura da assumere durante le sessioni di lavoro completano questa unità.


Questa unità consta di 2 lezioni che focalizzano il disegno tecnico da un punto di vista più professionale considerando i vincoli e le normative a cui questo è soggetto.

Gli alunni fanno la loro prima esperienza scolastica con il disegno tecnico proprio nel primo anno della scuola media e scoprono che il disegno tecnico è differente dal disegno artistico al quale loro sono abituati. Ogni tratto, ogni segno sul foglio non saranno più liberi ma guidati da specifici strumenti come squadrette, riga, compasso. persino le scritte andranno eseguite usando un normografo. All’inizio questo potrà esser visto come una limitazione ma, come ama spesso citare l’autore in classe “il disegno tecnico è un linguaggio di comunicazione non verbale”, alla lunga lo studente scoprirà i vantaggi di questo sistema di regole e norme. La loro validità in tutto il pianeta rende i segni tracciati sul foglio validi e comprensibili ovunque. Scopriranno che sarà come parlare la stessa lingua in tutto il pianeta.

Questa unità affronta queste tematiche partendo da concetti di geometria piana in modo che il docente non abbia necessità di fare riferimento a libri di altre discipline, per poi introdurre alle principali norme tecniche del disegno.


Questa unità consta di 4 lezioni che focalizzano l’attenzione sull’attività pratica dal disegno guidato a quello più professionale e tecnico.

Questa unità porta lo studente nel vivo dell’attività pratica del disegno. Partendo dalle squadrature il libro lo guida, ma guida anche il docente, in un percorso che per tappe successive permette all’allievo di sviluppare le sue abilità cimentandosi ogni volta con nuovi strumenti e nuovi livelli di difficoltà. Si tratta di un percorso costruito come un vero e proprio corso di disegno tecnico per step successivi.

Il primo step è un vero e proprio percorso guidato al tracciamento di linee e cerchi con gli strumenti tecnici e ad acquisire dimestichezza con altri aspetti del disegno quali la riproduzione di oggetti, i rapporti di scala e la restituzione grafica.

Il secondo step avvia all’apprendimento delle costruzioni geometriche dalle più semplici come le linee parallele o perpendicolari a quelle più complesse come la costruzione di archi, figure stellari o spirali. In quest’area, attraverso un numero variabile di passaggi, lo studente può costruire geometricamente ogni singola figura permettendogli di verificare e ripassare quanto realizzato in classe con l’insegnante o di svolgerlo in autonomia a casa. In questo modo anche l’insegnante meno avvezzo al disegno tecnico trova una guida pratica e completa da utilizzare durante le proprie lezioni.

Il terzo step entra nel disegno tecnico vero e proprio. Questa è l’unità delle proiezioni ortogonali, delle assonometrie e delle prospettive. Qui 16 solidi geometrici vengono costruiti attraverso i necessari passaggi in ciascuna delle tecniche grafiche permettendo di sperimentare e acquisire competenze grafiche indispensabili.

Al termine una raccolta importante di esercitazioni consente all’insegnante di spaziare liberamente scegliendo il grado di difficoltà che ritiene utile per i propri studenti. Partendo dalle figure piane le esercitazioni comprendono anche solidi modulari, scale, gruppi di solidi, mezzi meccanici, sezioni, solidi di rotazione.

A conclusione di unità le prospettive centrale e accidentale, le sezioni, la teoria delle ombre e la grafica digitale completano questa parte dedicata al disegno evoluto.

L’ultimo e quarto step riguarda il disegno digitale con SketchUp©. Qui con cura e attenzione vengono descritti tutti i passaggi necessari ad acquisire confidenza con l’interfaccia e i comandi del software attraverso la realizzazione di un manufatto complesso.


Questa unità consta di 3 lezioni che focalizzano l’attenzione sul pensiero computazionale, i linguaggi di programmazione ed l’attività pratica nell’uso dei codici di programmazione.

Quest’ultima unità, apre uno spaccato sul futuro prossimo, su quella competenza digitale valida trasversalmente in tutte le attività umane chiamata “pensiero computazionale”. In pratica si tratta di sfruttare la capacità di formulare problemi utilizzando un approccio di tipo algoritmico ossia scomponendo il problema in semplici passaggi sequenziali in modo da poter essere indifferentemente eseguiti da un computer o dalla mente umana. Questo tipo di pensiero è diventato sempre più rilevante nell’educazione contemporanea, poiché promuove abilità cognitive fondamentali come la risoluzione dei problemi, la logica, la creatività e la capacità di affrontare situazioni complesse.

Nel libro vengono affrontati tutti i passaggi di questo innovativo approccio didattico fornendo al docente spunti e indicazioni che gli consentano di impostare la propria didattica in modalità nuove e creative utilizzando un linguaggio di comunicazione molto apprezzato dagli studenti.

Infine, questi concetti puramente teorici vengono applicati praticamente attraverso l’approccio ludico di Scratch©. Numerosi tutorial step by step, consentono allo studente di esercitarsi con i blocchi di codice del programma e sperimentare la soluzione di differenti problemi.


SFOGLIA LA VERSIONE INTERATTIVA DEL LIBRO


Intervista all’autore di INFINITO TECNOLOGICO

Luogo TORINO

Intervistatore PAOLO TARTAGLINO


Video presentazione di INFINITO TECNOLOGICO a cura di Giulia Vitali

Mag 012023
 

Spesso abbiamo visto nei film di fantascienza, come ad esempio Stargate, macchine in grado di curare e di prevenire malattie, aiutando i medici nel loro lavoro, ma soprattutto nella creazione di una medicina di tipo proattivo, ossia capace di prevenire l’insorgenza di malattie gravi o di tenerne altre già manifeste sotto controllo.

Proprio in questa direzione, nasce la start-up Neko Healt creata dal fondatore di Spotify, Daniel Ek, specializzata nella realizzazione di Tomografie Assiali Computerizzate, meglio conosciute come TAC, associate ad un sistema di intelligenza artificiale…..(se vuoi continuare ad approfondire, clicca sull’immagine qui sotto per leggere il resto dell’articolo)


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Set 122021
 

Welcome on board, questo è il messaggio che ho voluto condividere con voi quest’anno, un invito a salire a bordo di questo sito come su di una grande astronave che vi porterà in un incredibile viaggio nel mondo della tecnologia, alla scoperta di innovazioni, sogni, avventure, pensate per coinvolgere gli studenti delle scuole medie e non solo.
Un altro anno è trascorso, tra 1000 difficoltà e problemi a causa della crisi pandemica e degli ostacoli che questa ha frapposto al naturale svolgimento delle attività scolastiche, a volte in presenza, a volte a distanza, con mascherina e distanziamento sociale, ma pur sempre uno splendido anno nel quale, grazie anche a queste pagine studenti e docenti hanno potuto comunque a svolgere le attività previste.


Anche quest’anno ripartiamo con il solito spirito e la solita carica che ci contraddistinguono all’inizio di ogni anno scolastico e che ci coinvolgono durante tutto l’arco delle attività fino agli esami di giugno.
È un anno particolare, perché per questo blog sono 10 anni di presenza sul web, vissuti arricchendosi e innovandosi costantemente, proponendo spunti di lavoro, idee, stimolando la ricerca e l’approfondimento a tutti coloro che sono coinvolti nel mondo della scuola direttamente o indirettamente.


Sempre attive le nostre pagine con gli approfondimenti divisi per categoria, con occhio attento all’innovazione, alla computer grafica, al disegno tecnico (fiore all’occhiello di questo sito), a settori quali le costruzioni, i materiali, l’energia e i trasporti e quest’anno, in più, la Digital-life, rubrica di approfondimento sulla tecnologia sostenibile, indossabile (sportiva e biomedica), sulla tecnologia, tra virgolette, buona che ci consente di migliorare la nostra quotidianità, di semplificare i nostri gesti, soprattutto per chi ha problemi motori, per i diversamente abili, ma anche per tutti noi indifferentemente.

La tecnologia, come ben sappiamo, e diventata ancor di più in questi ultimi due anni di crisi, importante e pervasiva nella nostra vita, permettendoci in molti casi di continuare a svolgere un’esistenza quasi normale nonostante i vincoli alla mobilità imposti dalla quarantena o dai lockdown. Ci ha consentito nuove forme di lavoro, come lo smart-working e il F.O.R. working, la didattica distanza, ha consentito di cambiare tutte le regole prima note nel mondo lavorativo e sociale, aggiornandole, cambiandole, ma consentendoci, comunque, di continuare a progredire.


Welcome on board, quindi, a tutti quanti, alunni, docenti, curiosi o semplici visitatori; continuate a seguirci, a visita le nostre pagine, a frequentare i nostri social Facebook, Instagram, LinkedIn, Pinterest, YouTube, a leggere le nostre riviste su Flipboard, la versione patinata di queste pagine. Salite a bordo di questa enorme astronave tecnologica che vi porterà e ci porterà tutti insieme alla scoperta di un nuovo mondo, sicuramente migliore, pensato per essere inclusivo, sostenibile, digitale e perché no futuristico.

BUON COMPLEANNO ad EDUCAZIONETECNICAONLINE.COM

E condividete con me questo successo.

Grazie a tutti

Prof. Betto

Giu 202021
 

Abbiamo spesso parlato della poca sostenibilità delle navi e del loro alto grado di inquinamento dovuto ai vetusti sistemi di propulsione che emettono grandi quantità di CO2 sia nell’atmosfera che in mare. Tante sono le soluzioni e gli studi in corso finalizzati a migliorare l’efficienza di queste e ridurne l’emissione di CO2, ma una originalissima idea è stata presentata al Movin’On 2021, il summit globale dedicato alla mobilità sostenibile, da uno dei giganti degli pneumatici ossia la Michelin. L’azienda ha presentato il progetto WISAMO acronimo delle parole Wing Sail Mobility e si tratta di una vela telescopica gonfiabile automatizzata compatibile sia con le navi mercantili che con le più piccole imbarcazioni private.

Il progetto, frutto della collaborazione con Michel Desjoyaux, skipper di fama mondiale e ambasciatore del progetto “all sustainable”, è stato presentato dal reparto ricerca e sviluppo Michelin e realizzato da due inventori svizzeri. Si tratta di una gigantesca vela gonfiabile strutturata e pensata per canalizzare il vento. Il sistema è adattabile sia a navi esistenti sia integrata all’interno di nuove imbarcazioni. Questa, è capace di fornire una nuova risorsa propulsiva gratuita, inesauribile e non inquinante così da permettere alla nave di consumare meno carburante ed impattare meno sull’ambiente.

L’idea nasce evidentemente per equipaggiare le navi cargo e le petroliere, le più inquinanti in modo da fornire un 20% di energia propulsiva in più riducendo drasticamente l’utilizzo dei loro motori. La vela è strutturata in maniera tale da massimizzare l’efficienza a molte andature, soprattutto nella modalità di bolina (sopravvento) e può essere utilizzata lungo tutte le rotte marittime. La vela è montata su un albero telescopico retraibile, per facilitare l’ingresso delle navi nei porti o per passare sotto i ponti.

La collaborazione di Desjoyaux, esperto velista è finalizzata a testare la soluzione in condizioni reali lungo le trafficate rotte marittime e questo sistema sarà installato probabilmente per la prima volta nel 2022 su una nave mercantile quando Michelin avrà completato la fase di test del sistema.

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Giu 142021
 

Oggi la tecnologia, soprattutto quella indossabile, strizza sempre di più l’occhio alla parte fisica e sportiva, agli allenamenti, alla salute di chi fa esercizio fisico. Fitbit, Apple Watch e molti altri dispositivi, sono diventati compagni di allenamento per molti atleti ma anche per la maggior parte di noi al fine di fornirci indicazioni per effettuare allenamenti nelle migliori condizioni possibili o per stimolarci ad effettuare progressi, o ancora per monitorare la nostra salute e il nostro benessere psicofisico.

Dispositivi sempre più evoluti, sono oggi in grado di fornire una quantità enorme di informazioni che, trasferite poi ad app specifiche sullo smartphone, vengono elaborate, analizzate e sono in grado di fornire risultati in tempo reale condivisibili anche con il proprio medico, o semplicemente per essere consultati per migliorare le proprie performance. Tra questi dispositivi, ce n’è uno nuovo, sviluppato da una start-up italiana con sede a Parma, Biometrica, che ha realizzato uno strumento chiamato Swemax indicato come il primo bio-sensore in grado di analizzare il sudore. Ma perché analizzare il sudore umano? La risposta è semplice; perché questo, tra i fluidi biologici, è quello che trasporta la maggiore quantità di informazioni sullo stato di salute e sulle nostre condizioni atletiche. Il sensore è in grado di catturare i segnali forniti dal sudore e rappresentarli in formato digitale, descrivendo quella che potremmo definire la nostra firma biologica corporea.

Swemax è costituito da un cerotto intercambiabile che aderendo sulla superficie corporea raccoglie microscopiche gocce di sudore che trasmette a un dispositivo elettronico adesso collegato. Un piccolissimo apparecchio posizionato a contatto della pelle all’interno di una specifica tasca su indumenti tecnici, come magliette o canottiere, facenti parte della dotazione biomedica di Swemax. I dati raccolti continuamente, vengono inviati all’interno di uno spazio cloud dove l’intelligenza artificiale del bio-sensore, le elabora e le utilizza per apprendere (Machine Learning) le caratteristiche fisiche della persona che lo indossa.

Il sistema, analizzando i dati che gli arrivano continuamente, è in grado di anticipare eventuali manifestazioni quali crampi o malesseri dovuti a un calo di liquidi o di sali minerali. Il sistema è in grado anche di indicare eventuali rischi di disidratazione, comunicando direttamente tramite lo smartphone sia con l’atleta o con il preparatore atletico in maniera che sia possibile individuare le criticità nell’allenamento e correggere gli eventuali esercizi non idonei.

L’importanza e la quantità di dati sviluppati da questo sistema, è talmente valida da avere suscitato l’attenzione di atleti di calibro internazionale, coach e case di abbigliamento sportivo e tecnico, e sicuramente, questo sarà uno strumento che molto presto potremmo trovare integrato nei nostri dispositivi healtcare.

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Gen 162021
 

La capacità di alcuni materiali di accumulare calore in determinate condizioni, è nota già da tempo e diversi studi sono stati sviluppati con risultati alterni. 

Ciò che ha rallentato gli studiosi nella realizzazione di materiali compositi per l’accumulo di energia termo-chimica, è stato il loro costo. Infatti, ad esempio, uno dei materiali migliori dal punto di vista termico, la zeolite, ha un costo per kilogrammo di diverse decine di euro diventando, per cui, assolutamente diseconomico per qualunque tentativo di utilizzo come materiale per la produzione di calore. Il Politecnico di Torino in collaborazione con l’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia, ha pubblicato sulla rivista Scientific Reports, i risultati di questo studio che dimostra come utilizzando il cemento come matrice per l’accumulo del calore si possa creare un ottimo compromesso tra risultato e costo.

La tecnica, nota da tempo e già utilizzata ad esempio in alcune centrali solari, parte dal principio che riscaldando alcuni sali, questi riescono a conservare questo calore per un tempo indefinito se posti all’interno di altri materiali definiti come matrici. Un semplice esperimento può dimostrare come del sale inserito all’interno di un bicchiere di acqua provoca un riscaldamento del bicchiere mentre con altri sali è possibile raffreddarlo. Il sistema utilizzato dal Politecnico di Torino non prevede l’uso di acqua bensì di vapore acquo per scaldare i sali senza provocarne lo scioglimento. Questo, è possibile, inserendo il sale all’interno dei pori del cemento. I vantaggi sono notevoli: il vapore acqueo, interagendo con il sale sviluppa calore e quando il sale è completamente idratato potrà essere riportato alla situazione di partenza semplicemente essiccandolo visto che non viene disciolto. Questo ciclo è ripetibile praticamente all’infinito con un costo sempre più basso ad ogni successiva applicazione. 

Questo è evidentemente il primo passo per poter sviluppare calore a basso costo e provare a risolvere i problemi energetici che sempre più affliggono il nostro mondo, utilizzando tra l’altro un sistema assolutamente sostenibile. Questo problema è dovuto soprattutto al fatto che i picchi di richiesta energetica si presentano principalmente nel periodo invernale quando la durata della giornata e la quantità di energia solare disponibile è inferiore rispetto, invece, al periodo estivo dove la richiesta di energia per riscaldamento è al minimo e l’irraggiamento al massimo.

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Ago 312020
 

Il più grande simbolo moderno della tecnologia sta per vedere la luce proprio nella città del futuro, Dubai. Un’opera ingegneristica incredibile, realizzata attraverso un algoritmo matematico capace di generare una struttura a forma di occhio, dalle curve eclettiche, rivestite da piastre in acciaio in cui sono intagliate in vetro, forme libere che richiamano la calligrafia araba.

Fortemente voluto da sua maestà Al Maktoum Bin Rashid primo ministro degli Emirati Arabi e sceicco di Dubai, quest’opera mastodontica, iconica, fantascientifica, sorge in un punto strategico della città sotto le incredibili Emirates Tower lungo la Sheik Zayed road la strada principale che unisce tutti gli emirati arabi e si appresta a diventare il punto di convergenza mondiale sulla tecnologia, innovazione e futuro. Si tratta del museo del futuro la cui ultimazione è prevista per la fine di quest’anno e Doveva essere una delle grandi opere da presentare al mondo durante l’Expo che per via della della pandemia di covi da 19 è stata rinviata di un anno.

Si tratta di una delle opere ingegneristiche più complesse mai realizzate dalla forma ovale eclettica con un’altezza di 78 m è una superficie complessiva di 30.000 m². Per la prima volta è stata utilizzata una tecnologia innovativa chiamata bim building information model ling che sfruttando l’intelligenza artificiale è un particolare algoritmo è riuscita a semplificare la struttura reticolare è estremamente complessa in modo da renderla più semplice nella realizzazione è ingegneristicamente realizzabile.

Anche questo edificio, come molti altri nel mondo, utilizza un Diagrid una struttura di travi reticolari che costituisce il sostegno principale dell’edificio e quello dei solai interni che lo dividono in sette differenti piani.

La tecnologia e l’innovazione si vedono già nella fase progettuale, infatti il sistema Been attraverso un algoritmo matematico è riuscito a progettare una taglia Grid trovando tra le possibili infinite permutazioni quella della forma definitiva. In questo modo la struttura riesce ad auto sorreggersi farne fungendo da guscio dell’edificio e sostenendo i solai interni che lo dividono in sette differenti piani.

Un’opera incredibile sia dal punto di vista estetico che dal punto di vista strutturale, unica, iconica, capace di rappresentare appieno l’innovazione e la tecnologia, fortemente voluta dal Primo Ministro e mi latino che già prima ancora della realizzazione dell’opera nel 2015 affermava “Il futuro appartiene a coloro che stanno immaginarlo, disegnarlo ed eseguirlo. Non è qualcosa da attendere, ma da creare”.

Non ci resta a questo punto che attendere la sua apertura che avverrà a breve e se possibile visitarlo personalmente recandoci nella capitale e mi Latina oppure attraverso tour virtuali e sicuramente saranno resi disponibili nel sito ufficiale del della struttura.

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Dic 142019
 

Mentre fervono i lavori di costruzione di tutte le magnifiche opere che arricchiranno l’Expo 2020 di Dubai, in altre zone della città prosegue la realizzazione di nuovi megaprogetti che renderanno la capitale dell’emirato ancora più abbagliante, lucente, eccentrica, di quanto non lo sia già oggi.Una nuova impressionante opera affidata dalla holding dell’emiro al pluripremiato studio internazionale di architettura SOM, Skidmore, Owings e Merrill, vedrà come suo fulcro iconico un nuovo super grattacielo alto 550 metri di cui già si conosce il nome, Burj Jumeirah. Farà parte di una vasta area, il distretto di Jumeirah, una delle più rinomate zone residenziali della costiera di Dubai. Si tratta di un’area che avrà un uso prevalentemente pedonale misto con alberghi di lusso, appartamenti, centri commerciali, ristoranti e negozi di fama internazionale e immensi parchi verdi. Fiore all’occhiello di questo nuovo quartiere sarà l’uso di soluzioni sostenibili d’avanguardia nella costruzione, alta tecnologia e una incredibile infrastruttura intelligente che renderà tutto connesso e accessibile.

Il progetto nasce dallo sviluppo planimetrico di, pensate un po’, l’impronta digitale di sua maestà Mohammed bin Rashid al Maktum governatore degli Emirati Arabi Uniti e reggente di Dubai. Ad inizio 2019 sono iniziati i lavori di costruzione di questo incredibile grattacielo ispirato alle dell’increspature naturali delle dune di sabbia del deserto. Un gigante di acciaio e cemento le cui facciate saranno ricoperte di display digitali che renderanno la sua intera superficie capace di proiettare immagini e suggestioni durante tutte le festività o in momenti di particolare importanza pubblica nel paese.

Con la sua incredibile altezza, 550 metri il Burj Jumeirah, diventerà un altro elemento chiave dello skyline di Dubai, dotato di diversi punti di osservazione capaci di offrire una visione completa a 360° sull’intera città. I suoi ascensori saranno dotati di display digitali che renderanno un’esperienza emozionale la risalita verso la vetta e uno sky restaurant a 450 metri garantirà un’immersione totale e un colpo d’occhio privilegiato sull’intera città L’involucro della torre avrà una forma aerodinamica ispirata, come detto, al movimento delle dune di sabbia desertiche, ma ottimizzata per resistere alle sollecitazioni laterali del vento e con un vuoto centrale quasi a simboleggiare due ali che si sfiorano, all’interno del quale sarà possibile posizionare i terrazzamenti per le vedute panoramiche sulla città.

L’intero complesso poggerà su un enorme piazza il cui disegno è proprio ispirato alla riproduzione dell’impronta digitale dello sceicco con fontane d’acqua e attrazioni di diverso tipo. Il termine per la realizzazione di questa grandiosa opera è previsto per il 2023.

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Lug 092019
 

I robot finora realizzati, non sono stati altro che macchine in grado di eseguire operazioni rigide, sempre uguali, programmate attraverso software da esseri umani. Il loro scopo era quello di semplificare il lavoro soprattutto in azioni ripetitive e stancanti, ma che richiedono grande precisione. Nessun robot, finora, è stato in grado di auto percepirsi, cioè di imparare, di avere coscienza di sé e capacità autonome di movimento e di azione nello spazio intorno ad esso. Questo fono ad oggi. Infatti le cose potrebbero rapidamente cambiare perché un team di ricercatori della Columbia University ha realizzato quello che sembra essere il primo robot in grado di imparare, il primo robot autocosciente. La macchina inizialmente è totalmente ignorante e ignora tra l’altro il suo stato e la sua forma, e non è altro che un meccanismo i cui movimenti sono assolutamente casuali. Il primo step, è un periodo di apprendimento dove vengono fatti compiere una serie di movimenti ripetitivi che servono a descrivere lo spazio nel quale esso può muoversi e quindi quali sono i movimenti che può compiere. E’ stato realizzato un braccio robotico molto simile a quelli utilizzati in ambito industriale, il quale ha iniziato, così, a muoversi in maniera casuale registrando circa un migliaio di movimenti e azioni nello spazio, ognuno definito da circa 100 punti. Poi, utilizzando un sistema di Machine Learning il robot ha analizzato tutti i dati raccolti per costruire un modello rudimentale di se stesso. Si è trattato di un primo step; la macchina ancora non sa come è fatta, di quanti pezzi è composta e quali sono le sue possibilità all’interno dello spazio nel quale opera.

A questo punto i ricercatori hanno inserito un oggetto all’interno dello spazio di azione del braccio robotico e hanno chiesto alla macchina di prendere l’oggetto e di spostarlo in una posizione ben definita. Grazie al semplice gesto ripetuto migliaia di volte, il braccio è stato in grado di ricalibrare la sua posizione nello spazio, e dopo sole 35 ore di addestramento è riuscito a ridefinire la propria posizione e la propria composizione correggendola di circa 4 cm rispetto alla prima fase, ma non solo, è stato in grado anche di prelevare l’oggetto nello spazio attorno a sé e di posizionarlo nel luogo di destinazione con una percentuale di errore praticamente nulla. La cosa straordinaria è stata che il robot è riuscito a portare a termine la stessa operazione con un percentuale di precisione del 44% in un’aria esterna allo spazio delimitato, quindi, in un’area completamente sconosciuta. Il risultato è stato giudicato sorprendente perché, come ha detto Kwiatkowski (uno dei ricercatori) è come essere riusciti a prendere un oggetto ad occhi bendati in un posto sconosciuto.

Ma l’esperimento non si è fermato qui: i progettisti hanno sostituito un pezzo del braccio meccanico con uno danneggiato. Il robot, incredibilmente si è accorto del difetto e ha ricalibrato i suoi movimenti così da compensare il guasto e riportare la sua percentuale di precisione, nell’esecuzione dell’operazione, al 100%. Lipson, l’altro ingegnere a capo della ricerca, ha commentato in maniera entusiasta questa capacità di auto vedersi e di ricollocarsi all’interno di uno spazio che, per una macchina, rappresenta la prima volta in assoluto.

A questo punto si aprono, ovviamente, nuovi scenari: Lipson e Kwiatkowski sono consapevoli delle implicazioni che questa nuova tecnologia comporta. Realizzazione di macchine pensanti e capaci di agire in maniera autonoma in situazioni non previste dai programmatori. Se da un lato questo potrebbe portare alla costruzione di robot capaci di adattarsi a situazioni completamente diverse e non previste durante la fase di programmazione, dell’altro potrebbe generare situazioni poco controllabili e prevedibili come ad esempio la creazione di macchine da guerra capaci di adattarsi a situazioni improvvise, capaci di eliminare bersagli umani in situazioni sempre diverse quindi una tecnologia nuova, moderna, futuristica, ma da utilizzare con grande attenzione.

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Apr 092019
 

Il futuro delle tv e qui: ce lo presenta LG con il nuovo TV OLED R Signature un grande pannello da 65“ arrotolabile presentato come nuovo sistema audiovisivo con la sigla 65R9. Si tratta di un innovativo sistema capace di cambiare forma perché lo schermo scompare all’interno di una scatola che contiene anche un potente sistema audio.

Già l’anno scorso con il modello W, LG aveva iniziato a trasformare il televisore in un elemento di arredo. Un foglio con pochissimo spessore appeso alla parete quasi sospeso. Ma in quel caso lo schermo restava comunque lì anche quando spento con il suo ingombro nero. Il nuovo OLED R, cambia completamente il concetto di TV che arreda perché scompare completamente o si integra con lo spazio che lo circonda. La R del suo nome sta per arrotolabile (Rollable), ma verrebbe da dire anche “rivoluzionario” per la gestione degli spazi e dello schermo.

Questo TV, infatti, offre tre differenti opzioni di visualizzazione, la prima FullView in cui la TV è uno schermo 16:9 normale; una seconda chiamata LINE, in cui viene mostrata solo una parte dello schermo con informazioni principali, piccoli schermi all’interno, widget e interfaccia interattiva. Infine abbiamo la modalità ZEROView in cui lo schermo è completamente avvolto all’interno della soundbar e quindi resta visibile solo la parte audio senza quella video. 

Gli utenti possono scegliere tra tre diverse configurazioni, quella clock in cui è possibile visualizzare l’ora e il meteo, la modalità frame nella quale si possono visualizzare, come in una cornice digitale, le foto della famiglia condivise dallo smartphone e la versione mood che fa uso dei colori per creare atmosfere e colorare l’ambiente, la versione music con la sola parte audio, la selezione delle stazioni radio o della musica preferita anche dallo smartphone e la Home Dashboard per il controllo della casa intelligente e delle diverse apparecchiature domestiche.

La parte prettamente digitale di questo nuovo schermo è un processore Alpha 9 di seconda generazione con integrato il WebOS 4.5 e gli assistenti vocali quali Alexa ed AppleTV. Per la prima volta in collaborazione con Apple, questi schermi integreranno tutti servizi Apple come Apple AirPlay 2 e HomeKit che renderanno possibile controllare il TV direttamente dal telefonino o dal tablet chiedendo a Siri.

Per quanto riguarda la parte audio integrata nella SoundBar il televisore ha Dolby Atmos 4,2 canali e 100 W di amplificazione chiusi all’interno di una scatola in alluminio spazzolato con una griglia anteriore per gli speaker disegnata dalla danese Kvadrat. 

Bello, bellissimo sicuramente, futuristico pure, ma l’unica cosa che probabilmente di questo OLED R resterà fuori dalla portata del grande pubblico sarà certamente il prezzo non ancora definito.

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